Il sindaco esclude le dimissioni e ottiene il mandato per cercare nuovi alleati. Severoni, Colasanti, Sterlini e Mengaroni contestano la sua ricostruzione e denunciano il mancato rispetto del programma elettorale.
La crisi politica al Comune di Terni entra in una nuova fase. Stefano Bandecchi non intende dimettersi e punta a ricostruire una maggioranza consiliare, mentre i quattro consiglieri che hanno lasciato la coalizione di governo ribadiscono il passaggio all’opposizione e contestano apertamente le dichiarazioni del sindaco.
Al termine della riunione convocata lunedì 19 ottobre a Palazzo Bazzani, Bandecchi ha ottenuto dai consiglieri rimasti al suo fianco un mandato esplorativo per verificare la possibilità di raggiungere un accordo con altre forze politiche e proseguire la consiliatura.
Il primo cittadino ha escluso sia le dimissioni volontarie sia un rimpasto della Giunta, dichiarandosi intenzionato a portare avanti il proprio programma amministrativo. «Io non me ne vado assolutamente», ha affermato, precisando che lascerà l’incarico soltanto in caso di sfiducia da parte del Consiglio comunale.
La replica dei quattro consiglieri non si è fatta attendere. Marina Severoni, Andrea Colasanti, Andrea Sterlini e Federica Mengaroni, attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa del Comune, respingono la versione secondo cui sarebbero stati estromessi dalla maggioranza.
«Il sindaco non ha il potere di cacciare i consiglieri dalla maggioranza», affermano, rivendicando la piena autonomia della propria decisione. I quattro precisano di aver scelto consapevolmente di revocare la fiducia al sindaco e alla Giunta, collocandosi formalmente e definitivamente all’opposizione.
Alla base della rottura, sostengono, non ci sarebbero questioni personali, ma il mancato rispetto di una parte sostanziale del programma elettorale. Tra i temi contestati figurano le scelte sulle privatizzazioni, la gestione delle partecipate, le politiche ambientali, la sicurezza e il ritardo di alcuni progetti pubblici.
I consiglieri lamentano inoltre una scarsa condivisione delle decisioni amministrative, ricordando di aver chiesto maggiore trasparenza sulle delibere e aggiornamenti sullo stato dei lavori finanziati dal Pnrr, in particolare quelli riguardanti il borgo di Cesi e il Teatro Verdi.
Critiche vengono rivolte anche alla composizione della Giunta, modificata lo scorso febbraio, e al rapporto tra gli assessori e il gruppo consiliare.
«Non abbiamo mai chiesto privilegi, ma semplicemente di poter svolgere pienamente il nostro ruolo di consiglieri», sottolineano i quattro firmatari.
La frattura appare dunque confermata. Bandecchi cerca nuovi sostegni per continuare a governare, mentre gli ex consiglieri di maggioranza escludono ripensamenti e rivendicano una scelta esclusivamente politica.



























