I sindacati avevano sollevato una dura denuncia nei confronti dell’organizzazione del pronto soccorso, ma il Problema è più Grande ….Tutti lo sanno, nessuno lo dice!

 

Era di qualche giorno fa la notizia della denuncia sollevata da diverse sigle sindacali riunite della sanità e lanciata dalle nostre testate Umbria settegiorni.it e Quotidianodellumbria, in merito al caso del paziente lasciato solo e senza assistenza per 17 ore, vicino alla porta scorrevole del 118 in attesa -sotto il caldo cocente – di un lettino, senza poi nemmeno trovare un posto in reparto per mancanza di posti letto.

Ieri il direttore regionale alla Salute e Welfare, Massimo D’Angelo si è recato al pronto soccorso di Terni, a sorpresa, per effettuare un’ispezione. Ci viene da pensare che le ispezioni non si fanno soltanto dopo l’accaduto, perché inziative come quelle di ieri non devono verificarsi, perché necessita una maggiore tutela dei pazienti, una maggiore forza lavorativa al fianco di medici e infermieri che lamentano e denunciano, da mesi, la carenza di personale e l’elevato rischio per i cittadini. L’ospedale di Terni e quello di Perugia affrontano le giornate e le nottate nel caos totale per mancanza di personale.

Massimo D’Angelo ha detto “L’aspetto organizzativo è fondamentale, e penso di aver detto tutto”. Già… ma di chi è la responsabilità dell’organizzazione, del personale impiegato, dei suoi ruoli e cosa ci fanno i manager negli ospedali ?

I sindacati della sanità, a gran voce, hanno lanciato anche un appello alla Regione:”servono interventi straordinari per il Santa Maria anche in deroga alle leggi vigenti, talmente difficile è la situazione che si vive in ospedale”.

D’angelo risponde “Come Regione abbiamo dato un segnale immediato, ho dato delle indicazioni rispetto a una serie di condizioni che vanno superate”, ma non ha spiegato quali, quanti e perché!

Manca una seria ed efficente gestione economica del personale soprattutto di quello occasionale – affidato a coperative o organizzazioni esterne -, che costano tantissimo e non risolvono un bel niente! E forse arricchiscono altri, ma questo non possiamo affermarlo, perché non abbiamo verifiche adeguate, ma forse altri possono farlo: il messaggio è per chi vuole capire.

Quelli non si possono dire!E dunque noi di Quotidianodellumbria e di Umbria settegiorni torniamo a rafforzare la denuncia pubblicamente: manca il personale, mancano nuove sale operatorie, nuove tecnologie, mancano aggiornamenti formativi e mancano gli infermieri. Un clima stressato di difficoltà che molti direttori di reparto lamentano, ma non si assumono la forza di denunciare con maggiore, limitandosi al silenzio. del giorno dopo.

D’angelo risponde l’aspetto organizzativo è fondamentale”

E’ questa la situazione ? E, forse anche per questo, il direttore generale, Pasquale Chiarelli, si è dimesso con un semplice ringraziamento?……

Gli ospedali umbri sono al collasso e fuori controllo e le belle promesse non bastano più e cosi anche le frasi da scarica barile non soddisfano nessuno , necessitano i fatti che gli umbri attendono da anni nel rispetto di una sanità, quella umbra!.. La stessa che un tempo aveva raggiunto i livelli di gestione ed efficienza più popolari e importanti in Italia.

Cominciamo con l’aprrie un’inchiesta vera su quanto accaduto al paziente lasciato solo per 17 ore, al pronto soccorso del Santa Maria. Verifichiamo di chi è la responsabilità, Nome, Cognome incarico; questa giustificherebbe l’ispezione a sorpresa,già questo sarebbe un segnale di fiducia per i cittadini.

E una volta per tutte lasciamo tranquillo l’assessore Coletto che deve assumersi le responsabiiltà di altri. L’assessore alla sanità non è umbro, ma deve capire la necessità di fare pulizia a partire dai dirigenti, alla politica ancora legata ai funzionari delle vecchie ideologie che comunque sono rimasti al timone della barca, e questo non soltanto in sanità, ma in tutti i settori dell’Ente regione, é se non si cambia, non si progredisce, non si va avanti: sono queste le responsabilità che i nostri governanti sanno di dover fare e non fanno. “Verba volant scripta manent”.

Ricordiamocelo il 25 settembre quando dobbiamo decidere chi mandare al governo a tutelare i nostri interessi e quelli della nostra regione.

Rimane la consapevolezza che dopo l’ispezione ci siamo già dimenticati del paziente lasciato in attesa, 17 ore, di un lettino, una vera “vergogna” e qui la politica non c’entra nulla., ma il nostro governo locale può fare molto per il cambiamento, promesso e mai attuato!