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“Il cannone sepolto”, il nuovo romanzo di Gian Filippo Della Croce

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Racconta delle superarmi costruite alla Krupp ed alle Acciaierie di Terni

di A M A R

Il cannone tedesco denominato il Grande Krupp (in onore di Gustav Krupp) è stata la più grande e offensiva arma da guerra posizionata sopra un treno e messa in campo durante la 2ª guerra mondiale. Un mostro d’acciaio che si poteva muovere lungo le rotaie e spostare secondo le esigenze belliche. L’idea era venuta in testa al solito Adolf Hitler. L’aveva commissionata alle Acciaierie tedesche Krupp di Essen, che hanno posseduto, di recente, anche il Centro siderurgico umbro di Terni.

Le sue dimensioni erano gigantesche e poteva sparare proiettili devastanti ad una distanza di 40 chilometri. Occorrevano centinaia di uomini per manovrarlo, oltre a migliaia di operai per costruire in fretta le linee ferroviarie di movimento. Dimostrò la sua straordinaria efficacia bellica nella battaglia di Sebastopoli, ma non riuscì ad influire sullo svolgimento delle operazioni militari. Quando la guerra si mise male per i nazisti, fu smantellato per non farlo cadere in mano al nemico.

Mussolini, alla fine degli anni ’30 del ‘900, volle possedere pure lui un cannone di rilevanti dimensioni e capacità aggressive. Se ne parla in un pregevole romanzo del collega giornalista – scrittore umbro Gian Filippo Della Croce. Ha per titolo “Il cannone sepolto“, quello ordinato dal duce alle Acciaierie di Terni. Il volume, stampato dalla Casa editrice Bertoni, è presente nelle librerie.

Avvalendosi di una prosa piana ed eloquente, Della Croce propone un intreccio narrativo tra realtà e virtuosismi romanzeschi. Descrive ed analizza la condizione socio – politica dell’ambiente locale durante l’epoca fascista. Mentre l’Acciaieria ternana lavora al supercannone di Mussolini, avvengono atti di sabotaggio da parte delle maestranze “sovversive”. Arrivano a Terni due professori universitari, uno inglese ed uno tedesco, per fare ricerche rispettivamente su Byron e Goethe: sono indotti a confrontarsi con la condizione di un mondo industriale al quale è imposto di operare per il fastigio del regime. E finiscono coinvolti in una spirale di spionaggio.
Nel racconto emergono anche accadimenti umani emblematici di una comunità contrastata da idee politiche non omogenee, durante un periodo tragico per l’Italia e per Terni, città di grandi fabbriche, vittima di pesanti bombardamenti aerei Al centro comunque rimane l’operazione del Cannone sepolto che riserva interessanti eventi, ottimamente argomentati.