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Idrogeno, a Terni presentato HydrEn: 2 milioni per la ricerca dell’Università di Perugia

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Il progetto coordinato dal professor Federico Rossi punta a sviluppare tecnologie innovative per lo stoccaggio dell’idrogeno. Al centro del confronto anche gli ostacoli normativi e amministrativi

Due milioni di euro per studiare nuove soluzioni di stoccaggio dell’idrogeno e contribuire allo sviluppo di tecnologie energetiche più efficienti e sostenibili. È questo l’obiettivo di HydrEn – Alternative Hydrogen Storage by Enclathration, il progetto di ricerca dell’Università degli Studi di Perugia presentato nella sede ternana di Arpa Umbria.

L’iniziativa, che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, ricercatori e operatori industriali, ha rappresentato un’occasione di confronto sulle prospettive dell’idrogeno nella transizione energetica e sulle difficoltà che ancora ne limitano l’impiego su larga scala.

HydrEn è coordinato dal professor Federico Rossi, ordinario di Fisica Tecnica dell’Università di Perugia, che ha ideato il progetto ottenendo un finanziamento di circa 2 milioni di euro attraverso il Fondo Italiano per la Scienza (FIS 2) del Ministero dell’Università e della Ricerca.

Come funziona la tecnologia al centro della ricerca

Il progetto si concentra sull’utilizzo dei clatrati idrati, strutture cristalline a base d’acqua capaci di intrappolare molecole di gas al proprio interno.

Attraverso questa tecnologia, i ricercatori intendono individuare sistemi per conservare l’idrogeno che garantiscano maggiore sicurezza, efficienza e minori consumi energetici rispetto alle soluzioni tradizionali.

La ricerca nasce da oltre quindici anni di studi sui gas idrati e coinvolge un gruppo scientifico internazionale, con la partecipazione di giovani ricercatori. Un’attività che punta anche a rafforzare la capacità dell’Ateneo perugino di attrarre competenze e sviluppare innovazione.

Idrogeno, non solo problemi tecnologici

Uno dei temi principali affrontati durante l’incontro ha riguardato gli ostacoli che rallentano la crescita della filiera dell’idrogeno.

Nel corso della tavola rotonda “Idrogeno e decarbonizzazione: a che punto siamo?” è emersa la necessità di intervenire non soltanto sui costi e sulle difficoltà tecniche, ma anche sulle procedure burocratiche e sulle incertezze normative.

L’avvocato Giorgio Rocchi ha richiamato l’attenzione sulle complessità autorizzative e sulla frammentazione delle competenze amministrative, fattori che possono ostacolare la realizzazione degli impianti e scoraggiare gli investimenti.

Al confronto hanno preso parte anche esponenti del mondo industriale e della ricerca, tra cui rappresentanti di Nippon Sanso Industrial e aizoOn Technology Consulting. Le strategie nazionali ed europee sono state approfondite con il contributo di Marcello Capra, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il ruolo dell’Umbria nella transizione energetica

L’appuntamento si è aperto con gli interventi del prorettore dell’Università di Perugia Alceo Macchioni, della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, del direttore del Dipartimento di Ingegneria Gianluca Rossi e del direttore generale di Arpa Umbria Alfonso Morelli.

Dal confronto è emersa l’importanza di una collaborazione stabile tra università, imprese e istituzioni per trasformare i risultati della ricerca in applicazioni industriali.

Il progetto HydrEn offre così all’Umbria un’opportunità di sviluppo nel campo delle tecnologie energetiche, valorizzando le competenze scientifiche presenti sul territorio e favorendo nuove collaborazioni con il settore produttivo.

L’incontro è stato organizzato nell’ambito del finanziamento FIS 2, con il patrocinio del Comune di Terni e la collaborazione di Arpa Umbria.