La 44enne era stata aggredita a martellate dal marito su un autobus di linea. L’uomo, già in carcere, dovrà rispondere di omicidio volontario aggravato
È morta all’ospedale Santa Maria di Terni Fatiha El Afghani, la donna di 44 anni aggredita a martellate dal marito lo scorso 9 maggio a bordo di un autobus di linea a Santa Lucia di Stroncone. Dopo cinque mesi di ricovero, la donna è deceduta nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 ottobre, senza essersi mai ripresa dalle gravissime lesioni cerebrali riportate.
L’aggressione era avvenuta sul bus della linea 22, dove il marito, Mohamed El Messaoudi, l’aveva attesa mentre rientrava dal lavoro. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’uomo l’aveva colpita ripetutamente alla testa con un martello acquistato poco prima.
Dopo l’aggressione, El Messaoudi si era dato alla fuga, rimanendo nascosto nella zona di Stroncone. Le ricerche dei carabinieri si erano concluse il 12 maggio a Vascigliano, dove l’uomo era stato riconosciuto dal personale di un bar e successivamente fermato dai militari.
Il 42enne era già sottoposto al divieto di avvicinamento alla moglie con braccialetto elettronico per precedenti episodi di violenza domestica. Il dispositivo era stato rimosso e ritrovato nei pressi del luogo dell’aggressione. L’uomo era stato inoltre condannato per maltrattamenti lo scorso 11 giugno.
Con la morte della donna cambia il quadro giudiziario. L’accusa iniziale di tentato omicidio aggravato lascia il posto a quella di omicidio volontario aggravato. El Messaoudi si trova tuttora in carcere, in attesa del processo.
La Procura di Terni potrebbe disporre l’autopsia per accertare le cause del decesso e completare gli accertamenti medico-legali.


























