Home Assisi Si spacciavano per centri massaggi, ma erano luoghi di prostituzione, 22 arresti

Si spacciavano per centri massaggi, ma erano luoghi di prostituzione, 22 arresti

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L’operazione partita da Assisi si è allargata in diverse regioni d’Italia

 

Sono 22 le misure cautelari emesse ed 11 i centri sequestrati dai carabinieri: si spacciavano per centri massaggi, ma in realtà erano luoghi dediti ala prostituzione. Gli indagati sono tutti di nazionalità cinese ma stabilmente radicati sul territorio nazionale.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Perugia dispone di custodie cautelari in carcere, arresti domiciliari e obbligo di dimora,per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento ed allo sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento della permanenza e della collocazione di manodopera di clandestini, riciclaggio dei proventi delle illecite attività ed anche la presentazione di false documentazioni alle Autorità di pubblica sicurezza al fine di ottenere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.

Dei 22 indagati, 18 sono stati fermati, 4 non sono stati ancora rintracciati.

Le ragazze arrivavano periodicamente in Italia per poi essere spostate da un centro all’altro. Venivano trattate come schiave e soggiornavano direttamente nei centri o in appartamenti in uso alla presunta associazione, attrezzati con piccole cucine e letti, nulla di più.

La Procura ha spiegato che le ragazze venivano adescate nel loro Paese tramite siti internet ai quali si rivolgevano consapevoli del genere di prestazioni che sarebbero state richieste una volta giunte in Italia.
Secondo una prima ricostruzione degli investigatori , ogni singolo centro massaggi aveva un indotto medio di 1.000 euro al giorno dando vita ad un esoso volume d’affari mensile.

L’operazione è stata avviata dai carabinieri del nucleo operativo di Assiisi nel luglio del 2019 e si è estesa in diverse regioni d’Italia: nelle province di Lodi, Verona, Bologna, Firenze, Prato, Arezzo, Fermo, Ascoli Piceno, Teramo e Brindisi. Sequestrati anche quattro appartamenti, numerosi conti correnti bancari e alcune autovetture.