Nota del segretario Pd Terni sulla ventilata riduzione delle attività degli impianti e prolungamento della cassa integrazione alla Novamont e all’Ast

Pierluigi Spinelli

“Preoccupano le notizie di questi giorni sulla riduzione delle attività negli impianti e il conseguente prolungamento del regime di cassa integrazione alla Novamont e alle acciaierie di Terni”. Così, in una nota, il segretario del Pd ternano Pierluigi Spinelli.

“Caro energia, difficoltà di reperimento delle materie prime, l’inflazione che galoppa a velocità e con proporzioni storiche, rischiano di precipitare un quadro di già generalizzata incertezza, per le aziende ma soprattutto per le famiglie italiane. E di compromettere, o quantomeno di frenare, percorsi annunciati di consolidamento e sviluppo, in particolare sul terreno dell’innovazione.

Quello dell’impennata dei costi di produzione e del carovita è un tema su cui non ci si possono permettere tentennamenti, a tutti i livelli industriali, politici e istituzionali coinvolti. Ed è evidente che c’è bisogno, in primo luogo, di misure efficaci e immediate per mitigare l’emergenza, quindi di riflessioni strategiche e prospettive di ampio respiro per un rilancio delle attività produttive attraverso la messa a terra di risorse e progetti di innovazione”.

“Da un punto di vista più generale – prosegue Spinelli -, bisogna ragionare sul rilancio dell’accordo di programma, coinvolgendo sia Ast che polo chimico, per mettere a sistema tutti gli strumenti e tutte le sinergie possibili, anche con gli altri player del territorio legati all’energia, in modo da prepararsi a fronteggiare la tempesta dei prezzi che si prospetta all’orizzonte. Ma pesano responsabilità politiche forti del centrodestra. Ovvio che un Governo in via di formazione proprio nei mesi chiave per affrontare questi problemi non aiuta. A livello locale, la Regione non si attiva e il Comune è latitante nell’incalzare un patto di territorio.

E’ in gioco la tenuta economica e sociale del Paese ed è per questo che saremo mobilitati per proporre e sostenere misure che siano in grado di difendere il salario e l’occupazione e sostenere la produzione e lo sviluppo nelle aziende del territorio”.