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Indagine Istat su Disagio socioeconomico in Umbria, i dati comune per comune

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Lavoro non stabile, basso reddito e giovani fuori da occupazione e studi: l’analisi dei dati 2023 evidenzia differenze tra Perugia, Terni, Alto Tevere, Trasimeno, Valnerina, Orvietano e Amerino.

Il disagio socioeconomico in Umbria presenta una geografia articolata. Nell’analisi dei dati occorre uina maggoiore attenzione ed una più articoloatra ossercvazione. Ad esempio,a nostroi avviso, le difficoltà legate al reddito non coincidono sempre con quelle del lavoro; i comuni con più occupazione non sono necessariamente quelli con minore instabilità lavorativa. Anche la condizione dei giovani cambia sensibilmente tra territori vicini.

Il riferimento corretto è il 2023, oggetto dell’aggiornamento Istat pubblicato il 21 ottobre 2026. Lo studio integra informazioni censuarie, registri statistici e archivi amministrativi: una base informativa autorevole, da leggere rispettando le definizioni e il campo di osservazione.

Umbria: lavoro non stabile intorno al 17%, basso reddito al 16%

Le elaborazioni delle percentuali comunali ponderate sulla popolazione totale restituiscono valori indicativi del 17,2% per il lavoro non stabile, del 16% per il basso reddito e del 17,1% per i giovani senza occupazione e senza iscrizione a un corso di studi.

Questi valori vanno presentati come elaborazioni territoriali: per calcolare un’incidenza regionale rigorosa occorrono i denominatori specifici di ogni indicatore. Il lavoro non stabile raggiunge o supera il 20% in 22 dei 90 comuni con dati disponibili; mancano i valori di Poggiodomo e Polino. Venti di questi comuni hanno meno di 5mila abitanti. Le percentuali elevate nei piccoli centri richiedono attenzione, ma devono essere affiancate al numero delle persone interessate.

Perugia e Terni: il capoluogo ternano presenta maggiori fragilità

Il confronto tra i due capoluoghi mostra differenze soprattutto sul versante economico. Le persone in famiglie a basso reddito equivalente sono il 19,5% a Terni e il 15,9% a Perugia: nel perimetro dello studio, circa 18.700 e 22.300 persone rispettivamente. La maggiore incidenza ternana si accompagna quindi a un numero assoluto inferiore, per effetto della diversa dimensione demografica.

Anche l’occupazione dei 25-64enni evidenzia una distanza: 71,5% a Terni contro 76% a Perugia. I giovani senza occupazione e senza iscrizione agli studi sono rispettivamente il 19,4% e il 17,6%.

Considerando correttamente il significato degli indicatori, Terni presenta condizioni meno favorevoli in otto dimensioni su nove. Un tasso di occupazione più alto, infatti, indica minore disagio. Perugia registra invece un valore leggermente peggiore nell’indicatore scolastico, che comprende abbandoni e ripetenze.

Il confronto suggerisce l’utilità di interventi differenziati. Dove il basso reddito è più diffuso occorre approfondire la capacità delle famiglie di sostenere le spese essenziali; dove pesa maggiormente l’instabilità lavorativa diventa centrale la continuità delle opportunità di impiego.

Le differenze tra comuni: reddito, lavoro e giovani

La tabella permette di confrontare tre dimensioni distinte. Le percentuali si riferiscono alle rispettive popolazioni di riferimento considerate da Istat.

AreaComuneBasso redditoLavoro non stabileGiovani fuori da lavoro e studi
Alto TevereCiterna8,9%18,2%11,6%
Alto TevereSan Giustino9,7%18,5%13,9%
Alto TevereCittà di Castello11,5%19,3%14,6%
Alto TevereUmbertide12,1%18,4%16,1%
TrasimenoCastiglione del Lago15,9%19,7%16,7%
TrasimenoMagione13,2%15,3%14,2%
TrasimenoTuoro sul Trasimeno20,0%20,1%21,3%
Valle UmbraGiano dell’Umbria16,2%29,1%18,7%
Valle UmbraFoligno16,1%16,7%16,7%
ValnerinaNorcia21,5%17,6%17,5%
ValnerinaPreci23,0%20,1%18,6%
ValnerinaSant’Anatolia di Narco24,0%23,0%18,0%
ValnerinaScheggino24,5%13,6%25,5%
ValnerinaMonteleone di Spoleto32,2%16,0%25,4%
OrvietanoOrvieto15,2%17,2%14,8%
OrvietanoParrano15,7%21,1%4,5%
AmerinoAmelia19,9%16,7%19,7%
AmerinoMontecchio18,8%26,4%33,3%
AmerinoAttigliano26,5%20,0%21,1%

Fonte: Istat, indicatori comunali 2023; valori arrotondati a un decimale. I raggruppamenti territoriali servono alla lettura dell’articolo e non rappresentano medie delle aree.

Alto Tevere e Trasimeno: territori vicini, condizioni differenti

Nei comuni dell’Alto Tevere riportati emerge una relativa tenuta dei redditi, accompagnata però da una presenza significativa di lavoro non stabile. È un esempio di come fragilità occupazionale e basso reddito possano seguire distribuzioni differenti.

Una possibile spiegazione da approfondire riguarda la composizione familiare: più percettori di reddito possono attenuare gli effetti dell’instabilità di un singolo lavoratore. La tabella, tuttavia, non consente da sola di verificare questa ipotesi.

Nel Trasimeno il confronto mostra una maggiore eterogeneità. Sarebbe quindi poco utile attribuire un’unica condizione all’intera area del lago: le politiche territoriali dovrebbero partire dalle caratteristiche dei singoli comuni e, dove disponibili, dalle differenze interne ai centri abitati.

Valnerina: le fragilità economiche richiedono una lettura specifica

I comuni della Valnerina selezionati mostrano come possano sovrapporsi difficoltà reddituali, ridotta partecipazione al lavoro e vulnerabilità giovanile.

Per interpretarli servono ulteriori informazioni su struttura per età, accessibilità dei servizi, mobilità e opportunità produttive. Anche gli effetti della ricostruzione e delle trasformazioni demografiche meritano approfondimenti specifici: questi indicatori non ne misurano direttamente il contributo.

Nei centri con pochi abitanti è inoltre essenziale conoscere la consistenza numerica della popolazione di riferimento. Poche persone possono incidere sensibilmente sulla percentuale, soprattutto nelle fasce giovanili.

Orvietano e Amerino: evitare generalizzazioni sull’inattività giovanile

Il confronto tra i comuni evidenzia differenze ampie anche all’interno di queste aree. Non è quindi sufficiente parlare genericamente di un territorio caratterizzato da elevata esclusione giovanile: bisogna distinguere le situazioni locali.

L’indicatore identifica giovani senza occupazione e senza iscrizione agli studi; non spiega le ragioni di questa condizione e non autorizza giudizi sulla volontà individuale. Per progettare interventi efficaci occorrerebbe distinguere chi cerca lavoro, chi incontra ostacoli formativi e chi affronta problemi di salute o responsabilità di cura.

Ecco come leggere correttamente l’indagine Istat

Lo studio considera le persone residenti in famiglia nelle sezioni di centro abitato caratterizzate da edifici prevalentemente residenziali. Le percentuali non possono essere estese automaticamente a tutta la popolazione comunale.

Il basso reddito equivalente tiene conto della composizione familiare e utilizza una soglia relativa alla distribuzione nazionale dei redditi. Il lavoro non stabile riguarda i 25-64enni con segnali di lavoro nell’anno e comprende dipendenti a termine, collaboratori e lavoratori occasionali.

Per confrontare comuni diversi occorre utilizzare i singoli indicatori. L’indice sintetico IDISE ha invece una base comunale e consente confronti tra aree dello stesso comune nello stesso anno.

Il valore di questi dati consiste nella possibilità di orientare meglio le risorse: accompagnamento al lavoro, formazione degli adulti, sostegno ai redditi e servizi di prossimità. Per verificare se le condizioni siano migliorate o peggiorate dopo il 2023 serviranno aggiornamenti confrontabili, evitando di trasformare questa fotografia in una descrizione automatica dell’Umbria di oggi.

Commento realizzato in collaborazione con la redazione economica di Quotidiano dell’Umbria