Il GSE indica il professore dell’Università di Perugia per un nuovo mandato da amministratore delegato. Organico in crescita, 143,1 milioni destinati alla ricerca e collaborazioni internazionali sempre più estese.
Di Luigi Piccolo
RSE consolida il proprio ruolo strategico nella transizione energetica, con un significativo rafforzamento del personale, risultati economici in crescita, 143,1 milioni di euro destinati al nuovo ciclo di Ricerca di Sistema e una presenza sempre più autorevole nei programmi europei e nelle collaborazioni internazionali. La ricerca energetica italiana si prepara ad affrontare una nuova fase di sviluppo nel segno della continuità, dell’innovazione tecnologica e del rafforzamento delle relazioni internazionali.
Franco Cotana, professore ordinario di Fisica Tecnica Industriale all’Università degli Studi di Perugia e amministratore delegato di Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) dal luglio 2023, è stato indicato dal GSE per un nuovo mandato alla guida della società, uno dei principali riferimenti scientifici nazionali per la transizione energetica e la sicurezza degli approvvigionamenti.
La scelta assume un particolare significato istituzionale ed economico, perché interviene al termine di un triennio caratterizzato dal potenziamento delle attività di ricerca, dall’ampliamento dell’organico, dal miglioramento dei risultati economici e dal consolidamento delle collaborazioni con istituzioni, università, imprese e organismi internazionali.
Il Consiglio di amministrazione del Gestore dei Servizi Energetici ha infatti indicato Elisa Baroncini alla presidenza di RSE e Franco Cotana, Francesca Filauri, Filippo Ravoni e Daniele Bacchiocchi come componenti del nuovo Consiglio, invitando quest’ultimo ad attribuire nuovamente a Cotana la carica di amministratore delegato.
Il nuovo Consiglio resterà in carica fino all’assemblea chiamata ad approvare il bilancio d’esercizio 2028.

Franco Cotana, un profilo scientifico e manageriale di rilievo nazionale ed europeo
La prospettiva di un nuovo mandato per Franco Cotana rappresenta un riconoscimento del suo percorso professionale, maturato attraverso decenni di attività accademica, ricerca applicata, innovazione industriale e partecipazione ai principali organismi di indirizzo delle politiche energetiche.
Professore ordinario all’Università di Perugia dal 2001, Cotana ha sviluppato competenze specialistiche nei campi delle tecnologie energetiche, delle biomasse, dei biocarburanti, dell’efficienza energetica, dell’idrogeno, della sostenibilità ambientale e dei sistemi tecnologici innovativi.
La sua esperienza comprende la direzione e il coordinamento di strutture universitarie di ricerca, tra cui il Centro di Ricerca sulle Biomasse (CRB), la partecipazione a programmi scientifici internazionali e un’intensa attività di produzione scientifica e brevettuale.
Particolarmente significativa è la sua presenza negli organismi europei nei quali si definiscono le prospettive dell’innovazione energetica. Nel 2026 Cotana è stato confermato nel ruolo di Co-Chair dell’Implementation Working Group 8 del SET Plan dell’Unione europea, dedicato ai carburanti rinnovabili e alla bioenergia, incarico che ricopre da oltre un decennio.
Si tratta di un ruolo tecnico e strategico che contribuisce alla definizione delle priorità europee della ricerca, degli obiettivi tecnologici e dei percorsi di sviluppo industriale nei settori delle bioenergie e dei combustibili rinnovabili.
A questo si aggiunge il suo coinvolgimento nel coordinamento generale della Piattaforma Nazionale per un Nucleare Sostenibile, insieme alla presidenza dell’ENEA, nell’ambito del confronto tecnico-istituzionale sulle tecnologie nucleari avanzate e sulla diversificazione del sistema energetico italiano.
Il valore del profilo di Cotana risiede nella capacità di coniugare visione scientifica, competenza ingegneristica, conoscenza dei processi industriali e relazioni istituzionali, caratteristiche fondamentali per trasformare i risultati della ricerca in opportunità concrete per il sistema Paese.
Dietro il rafforzamento di RSE vi è soprattutto un patrimonio di competenze scientifiche e tecnologiche di elevata qualificazione.
Secondo i dati ufficiali pubblicati nella sezione Società Trasparente, al 1° gennaio 2026 RSE contava 414 dipendenti, dei quali 337 laureati, pari a oltre l’81% dell’organico complessivo.
Il dato aggiornato relativo alle assunzioni indica ora il raggiungimento di quota 444, a conferma dell’importanza attribuita al rafforzamento delle risorse umane e all’acquisizione di nuove competenze professionali. La prospettiva di sviluppo guarda inoltre a una struttura destinata ad avvicinarsi alle 500 unità professionali nel corso del 2027.
Un patrimonio di professionalità che comprende ingegneri, fisici, chimici, ricercatori, tecnologi ed esperti di reti elettriche, sistemi digitali, materiali innovativi, economia dell’energia e sostenibilità ambientale.
Nel triennio 2023-2025, coincidente con il precedente mandato di Cotana e con la presidenza di Carloalberto Giusti, la società ha realizzato oltre 140 nuove assunzioni di giovani laureati e dottori di ricerca.
Una politica di potenziamento del personale che ha favorito anche il ricambio generazionale, portando l’età media dei lavoratori da 47 anni, alla fine del 2022, a 44 anni alla fine del 2025.
È un risultato particolarmente significativo per una società pubblica di ricerca chiamata a competere sul piano internazionale, attrarre talenti e presidiare ambiti tecnologici in rapida evoluzione.
Le competenze di RSE rappresentano infatti un’infrastruttura strategica immateriale del Paese: conoscenze specialistiche che sostengono le decisioni pubbliche, contribuiscono all’innovazione delle imprese e favoriscono lo sviluppo delle professionalità necessarie alle filiere industriali del futuro.
Risultati economici in crescita e 143,1 milioni di euro per la ricerca energetica
La prospettiva di continuità nella governance trova riscontro anche nei risultati economici e industriali comunicati da RSE.
Nell’ultimo quinquennio, il valore della produzione è cresciuto del 41%, mentre l’utile d’esercizio ha registrato un incremento del 580% rispetto alla media dei cinque esercizi precedenti. Gli oneri finanziari si sono inoltre ridotti del 70% rispetto al 2024.
Numeri che descrivono una società impegnata a consolidare la propria solidità economica, mantenendo al centro della missione la qualità della ricerca e il supporto tecnico-scientifico alle istituzioni.
Particolarmente importante è il nuovo ciclo triennale di Ricerca di Sistema 2025-2027, nell’ambito del quale a RSE sono stati assegnati 19 progetti, di cui quattro integrati, per un valore complessivo di 143,1 milioni di euro.
Le attività interessano settori fondamentali per il futuro energetico nazionale: fonti rinnovabili, sistemi di accumulo, idrogeno, reti intelligenti, sicurezza delle infrastrutture, digitalizzazione, efficienza energetica, bioenergie e tecnologie avanzate di generazione.
Si tratta di risorse destinate alla produzione di conoscenza e innovazione, con possibili ricadute significative sulla competitività industriale, sulla modernizzazione delle infrastrutture e sulla capacità delle imprese italiane di partecipare alle nuove catene del valore energetiche.
La ricerca assume così una funzione sempre più importante anche nella politica industriale nazionale, contribuendo a rendere il sistema produttivo più efficiente, innovativo e competitivo.
Dall’Europa agli Stati Uniti: RSE protagonista della cooperazione internazionale
Uno degli aspetti più significativi dell’attività di RSE è il progressivo consolidamento della sua dimensione internazionale.
La società partecipa a programmi di ricerca europei, reti scientifiche e iniziative multilaterali che contribuiscono a definire le tecnologie e le soluzioni destinate a caratterizzare il sistema energetico dei prossimi decenni.
Il coinvolgimento nel SET Plan europeo, nelle attività di Mission Innovation e nell’International Smart Grid Action Network (ISGAN) testimonia il ruolo di RSE quale interlocutore tecnico di riferimento nelle strategie di innovazione energetica.
Nel marzo 2026 l’Italia ha ospitato a Roma una riunione dell’Executive Committee di ISGAN, organizzata da RSE. La rete internazionale, riconosciuta nell’ambito dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, promuove la ricerca, la cooperazione e lo sviluppo delle reti elettriche intelligenti.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di diplomazia scientifica e tecnologica, favorendo il confronto tra governi, ricercatori, operatori industriali e istituzioni sui temi della sicurezza, della resilienza e della digitalizzazione dei sistemi elettrici.
Di particolare rilievo anche la collaborazione avviata con la società statunitense Blue Laser Fusion, nell’ambito delle attività di ricerca sulla fusione nucleare a confinamento inerziale, e il successivo accordo con l’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-INO).
Sono iniziative di ricerca avanzata, ancora caratterizzate da importanti sfide tecnologiche, che testimoniano la volontà di presidiare settori emergenti e contribuire alla costruzione di nuove competenze industriali.
Per RSE, l’internazionalizzazione non rappresenta soltanto una questione di prestigio scientifico: significa accedere a reti di conoscenza, sviluppare collaborazioni tecnologiche, partecipare ai programmi di finanziamento europei e rafforzare la presenza dell’Italia nei processi decisionali riguardanti il futuro dell’energia.
In questo contesto, l’esperienza e le relazioni maturate da Franco Cotana costituiscono un patrimonio importante per accompagnare il posizionamento internazionale della società.
Ricerca, imprese e istituzioni: RSE al servizio della competitività italiana
Ricerca sul Sistema Energetico è una società controllata dal GSE e, indirettamente, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. La sua attività è strettamente collegata alle esigenze del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, delle autorità di regolazione, delle amministrazioni territoriali e del sistema produttivo.
RSE rappresenta un punto di incontro tra ricerca scientifica, decisioni pubbliche e applicazioni industriali.
Le collaborazioni con operatori strategici come Terna, gli accordi con le amministrazioni regionali e le attività di supporto alla pianificazione energetica testimoniano la concreta utilità economica e istituzionale delle competenze sviluppate dalla società.
In questa prospettiva, le sfide non riguardano esclusivamente la riduzione delle emissioni, ma anche il costo dell’energia, la sicurezza delle forniture, l’autonomia tecnologica, la resilienza delle infrastrutture e l’innovazione del tessuto imprenditoriale.
Per il sistema delle piccole e medie imprese, in particolare, la disponibilità di studi, modelli energetici, tecnologie sperimentali e analisi indipendenti può contribuire a rendere più accessibili i percorsi di efficientamento e modernizzazione produttiva.
La transizione energetica assume così una dimensione pienamente economica e industriale, nella quale la ricerca non costituisce un settore separato dal mercato, ma uno degli strumenti fondamentali per promuovere produttività, innovazione e crescita.
Una conferma strategica per il futuro dell’energia italiana
La scelta del GSE di puntare nuovamente su Franco Cotana si inserisce in una fase particolarmente delicata per le politiche energetiche italiane ed europee.
Dalla sicurezza degli approvvigionamenti all’integrazione delle fonti rinnovabili, dalle reti intelligenti all’idrogeno, dalle bioenergie al nucleare avanzato, le decisioni dei prossimi anni richiederanno conoscenze scientifiche solide, capacità di programmazione e una cooperazione sempre più stretta tra istituzioni pubbliche, ricerca e industria.
In questo scenario, la continuità manageriale proposta per RSE può favorire il consolidamento dei risultati raggiunti e dare ulteriore impulso ai rapporti con università, centri di ricerca, imprese e istituzioni internazionali.
Per Cotana, espressione di una consolidata tradizione scientifica dell’Università degli Studi di Perugia, si apre la prospettiva di un’ulteriore stagione di responsabilità alla guida di una struttura di rilevanza strategica nazionale.
La sfida sarà valorizzare il patrimonio di competenze e professionalità di RSE, trasformando ricerca, innovazione e cooperazione internazionale in un contributo sempre più incisivo alla sicurezza energetica e alla competitività dell’Italia.
In un’economia nella quale l’energia rappresenta una delle principali variabili della crescita, la ricerca scientifica costituisce anche una leva fondamentale di politica industriale.
È su questo terreno che RSE, attraverso la continuità della guida di Franco Cotana, è chiamata a consolidare ulteriormente il proprio ruolo nazionale ed europeo.
Gli auguri della redazione di Quotidiano dell’Umbria e Umbria Settegiorni
La redazione di Quotidiano dell’Umbria e Umbria Settegiorni rivolge al professor Franco Cotana i migliori auguri per questa nuova fase alla guida di RSE.
Il suo percorso scientifico e manageriale rappresenta un’importante testimonianza del valore della ricerca italiana e del contributo che l’Università degli Studi di Perugia continua a offrire allo sviluppo delle conoscenze, all’innovazione tecnologica e al progresso del sistema energetico nazionale.
Un motivo di particolare orgoglio per l’Umbria e per il suo Ateneo, il cui patrimonio di competenze e capacità scientifiche trova, anche attraverso figure come Franco Cotana, riconoscimento e valorizzazione a livello nazionale e internazionale.




































