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Fusione nucleare, la sfida di RSE. Cotana: «La conoscenza apre la strada all’accettabilità»

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Il professore dell’Università di Perugia e amministratore delegato di RSE al Meeting di Rimini: presentato IFER-1, prototipo in scala di un reattore a fusione a confinamento inerziale

Dalla ricerca scientifica alle possibili soluzioni per produrre l’energia del futuro. Franco Cotana, professore ordinario dell’Università degli Studi di Perugia e amministratore delegato di RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, è tra i protagonisti della sfida che punta a esplorare le potenzialità della fusione nucleare.

L’occasione per raccontare al grande pubblico il lavoro portato avanti da RSE è stata il Meeting di Rimini, dove la società ha presentato IFER-1, prototipo in scala di un reattore a fusione nucleare a confinamento inerziale. Una struttura dall’aspetto quasi futuristico, tanto da ricordare un’astronave, dietro alla quale si concentra un complesso lavoro di ricerca.

Cotana: «La conoscenza è il primo passo»

Per Franco Cotana lo sviluppo delle nuove tecnologie energetiche deve procedere insieme alla capacità di renderle comprensibili ai cittadini.

«La conoscenza è il primo passo per comprendere una tecnologia e valutarne in modo consapevole opportunità e criticità. Dalla conoscenza può nascere l’accettabilità», ha sottolineato l’amministratore delegato di RSE.

Franco Cotana con il ministro Pichetto Fratin al meeting di Rimini.

Un principio che assume particolare importanza quando si affronta un argomento come il nucleare, sul quale il dibattito pubblico è da sempre molto acceso. La ricerca, secondo Cotana, deve quindi essere capace di uscire dai laboratori e parlare alle persone attraverso strumenti e linguaggi accessibili.

Proprio il Meeting ha offerto la possibilità di creare questo contatto diretto tra ricercatori e cittadini.

Cos’è IFER-1

Uno degli strumenti scelti per far conoscere concretamente la ricerca è stato IFER-1, modello in scala del reattore a fusione nucleare a confinamento inerziale studiato da RSE.

Alla base del processo ci sono deuterio e trizio, isotopi dell’idrogeno contenuti in un piccolo target. Attraverso impulsi laser simultanei vengono create le condizioni di pressione e densità necessarie a innescare la fusione.

L’obiettivo della ricerca è studiare la possibilità di arrivare, nel medio-lungo periodo, a utilizzare questo processo per produrre energia in maniera sicura, sostenibile e decarbonizzata.

Il lavoro sul reattore è collegato anche a un’attività scientifica pubblicata sul SeMA Journal, rivista internazionale edita da Springer.

La collaborazione con Blue Laser Fusion

RSE sta portando avanti il proprio percorso sulla fusione anche attraverso collaborazioni internazionali. Tra queste c’è quella avviata con Blue Laser Fusion, società statunitense fondata dal premio Nobel per la Fisica Shuji Nakamura.

La collaborazione riguarda lo sviluppo della fusione a confinamento inerziale indotta da laser, uno degli ambiti sui quali si concentra oggi l’attività di ricerca.

Il progetto guarda necessariamente a una prospettiva di lungo periodo, ma testimonia l’impegno già in corso per studiare tecnologie che potrebbero avere un ruolo nel sistema energetico dei prossimi decenni.

RSE porta la ricerca tra i cittadini

La fusione nucleare è stata uno dei numerosi argomenti portati da RSE al Meeting di Rimini, dove la società è stata presente dal 21 al 26 agosto all’interno dell’Area MASE.

Ricercatori ed esperti hanno affrontato anche i temi della fissione nucleare, delle comunità energetiche rinnovabili, della povertà energetica, dell’idrogeno, dell’intelligenza artificiale, dell’idroelettrico e dei sistemi di pompaggio.

Per rendere maggiormente accessibili le attività svolte nei laboratori, RSE ha utilizzato prototipi, stampe 3D e applicazioni immersive, consentendo ai visitatori di avvicinarsi a tecnologie particolarmente complesse.

Un modo diverso di raccontare la ricerca che riflette il messaggio indicato da Franco Cotana: innovazione e sviluppo tecnologico devono procedere insieme alla conoscenza, perché i cittadini possano comprendere e valutare consapevolmente le trasformazioni che riguarderanno l’energia del futuro.