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Terni, sei consiglieri aderiscono all’iniziativa per lo scioglimento del Consiglio

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Raccolte le prime sottoscrizioni davanti al notaio, ma ne servono 17 per interrompere anticipatamente la consiliatura. Il M5S prepara anche una mozione di sfiducia, mentre il Pd chiede le dimissioni di Bandecchi

Sono sei i consiglieri comunali di Terni che hanno aderito alla raccolta delle firme promossa dal centrodestra per arrivare allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. L’iniziativa si è svolta martedì 27 ottobre davanti al notaio Cirilli, con l’obiettivo di raggiungere le 17 sottoscrizioni necessarie per porre fine all’amministrazione del sindaco Stefano Bandecchi.

A firmare sono stati Marco Celestino Cecconi e Roberto Pastura, di Fratelli d’Italia, Orlando Masselli, di Futuro Nazionale, Guido Verdecchia e Cinzia Fabrizi, del Gruppo misto, e Claudio Fiorelli, del Movimento 5 Stelle.

Le dimissioni non sono ancora effettive. Gli atti sottoscritti saranno depositati contestualmente al protocollo del Comune soltanto se verrà raggiunto il numero previsto. I sei consiglieri rimangono quindi in carica e, per completare l’iniziativa, mancano altre undici adesioni.

Due iniziative per la fine anticipata della consiliatura

La raccolta delle firme è stata promossa da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e UDC, che hanno invitato le altre forze di opposizione a partecipare.

Il Movimento 5 Stelle ha scelto di affiancare a questa iniziativa un secondo percorso. Il coordinatore provinciale Daniele Pica e il consigliere Claudio Fiorelli hanno infatti annunciato la volontà di presentare una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco.

Per depositare la mozione occorrono 13 sottoscrizioni, mentre per approvarla sono necessari 17 voti favorevoli. Fiorelli ha intanto aderito personalmente alla raccolta delle dimissioni promossa dal centrodestra.

I rappresentanti del M5S contestano la gestione politica del Comune e richiamano l’attenzione su alcune questioni rimaste aperte, dalla situazione occupazionale dei 60 lavoratori della Serafini alla possibile cessione della rete del gas, fino alle misure per favorire l’accesso agli impianti sportivi dei minori appartenenti a famiglie in difficoltà.

Il Pd chiede un cambio di amministrazione

Anche il Partito Democratico comunale e provinciale ritiene conclusa l’esperienza politica di Bandecchi e invita il sindaco a lasciare l’incarico.

I democratici denunciano una situazione di instabilità e criticano il comportamento di alcuni consiglieri eletti nel centrodestra che, secondo il partito, continuerebbero a contribuire al funzionamento della maggioranza, anche attraverso la presenza in aula e il voto su determinati provvedimenti.

Il Pd ricorda di aver votato contro il bilancio nella seduta del 26 ottobre e ha annunciato un incontro con le altre forze politiche alleate per costruire una proposta amministrativa alternativa.

Nella comunicazione diffusa dal partito non viene però precisata una posizione sull’adesione alla raccolta delle dimissioni. Nessun consigliere democratico compare tra i sei sottoscrittori della prima giornata.

Sinistra Italiana favorevole alla sfiducia

Anche Sinistra Italiana – Alleanza Verdi e Sinistra sostiene la necessità di interrompere anticipatamente la consiliatura, indicando nella mozione di sfiducia uno strumento per raggiungere questo obiettivo.

La formazione politica critica la gestione amministrativa, con particolare riferimento alla possibile vendita della rete del gas, alle politiche per il centro cittadino e alla Ztl. Chiede inoltre chiarimenti sul progetto di una clinica privata collegata a Stadium e alla Ternana Women.

Mancano ancora undici adesioni

Il quadro politico resta dunque aperto. Le sei sottoscrizioni raccolte davanti al notaio non producono, da sole, conseguenze sulla composizione del Consiglio comunale.

Per arrivare allo scioglimento attraverso le dimissioni contestuali occorrono ancora undici adesioni. Resta distinta la strada della mozione di sfiducia annunciata dal Movimento 5 Stelle, che dovrà seguire il proprio percorso in Consiglio comunale.

Le prossime decisioni dei gruppi consiliari chiariranno se le opposizioni riusciranno a trovare una convergenza su uno dei due strumenti.