Un fatto gravissimo in un momento in cui gli sforzi per cercare di migliorare le condizioni dei detenuti nelle carceri umbre si stanno moltiplicando
*di Giuseppe Caforio
E’ con profondo dolore e anche con un senso di sconforto e sconfitta che devo comunicare che al carcere di Capanne nella sezione Femminile questa mattina domenica 21 settembre vi è stato il suicidio di una detenuta italiana. E’ un fatto gravissimo in un momento in cui gli sforzi per cercare di migliorare le condizioni dei detenuti nelle carceri umbre si stanno moltiplicando Anche se i risultati tardano ad arrivare. Mentre si è ancora in attesa della effettiva presa di avvio del provveditorato Umbria Marche che dovrebbe in qualche modo essere più vicino alle esigenze delle nostre carceri, la situazione permane fortissimamente grave specie se si considera che oltre la dolorosa vicenda odierna, si sono moltiplicate in queste settimane episodi di autolesionismo e di violenza nei confronti della polizia penitenziaria, a testimonianza di un momento veramente difficile.
Mi auguro che dopo tanta attesa finalmente si possa avere una svolta che dia concretezza a quei diritti fondamentali spesso violato nelle carceri. Mi riferisco soprattutto a quello di avere carceri in condizioni di umanità ragionevole, che mi auguro possa avere concretezza anche attraverso provvedimenti di natura straordinaria che consentano un alleggerimento della pressione sulle nostre carceri.
*Garante per le persone sottoposte a misure di limitazione della libertà personale











