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Carceri, Giuseppe Caforio lancia l’allarme: «Materassi a terra, così si calpestano i diritti»

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Giuseppe Caforio

Il Garante dei detenuti dell’Umbria commenta la circolare del Provveditorato della Toscana e denuncia una situazione «al limite dell’inciviltà giuridica e umana». Al centro della critica il sovraffollamento e la cronica carenza di personale.

Una circolare che autorizza, in casi eccezionali e temporanei, anche l’utilizzo di brande o materassi a terra nelle celle riaccende il dibattito sulle condizioni del sistema penitenziario italiano. A intervenire è il Garante dei detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio, che parla di un’emergenza ormai fuori controllo e chiede risposte strutturali.

Il documento, emanato il 30 giugno dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria della Toscana, invita le direzioni degli istituti a non rifiutare l’ingresso delle persone arrestate o fermate, nonostante il grave sovraffollamento. Per far fronte alla mancanza di posti viene indicata, come misura estrema e provvisoria, anche la possibilità di collocare brande o materassi sul pavimento delle celle.

Per Caforio la circolare rappresenta il segnale più evidente della crisi che attraversa le carceri italiane. «Il sistema carcerario sta implodendo e ha raggiunto livelli di inciviltà giuridica e umana incredibili», afferma il Garante, secondo il quale il sovraffollamento e la persistente carenza di personale stanno portando l’amministrazione penitenziaria ad adottare soluzioni che comprimono ulteriormente i diritti delle persone detenute.

Nella sua nota, Caforio osserva che, invece di affrontare le cause dell’emergenza, «si legittima ciò che è illegittimo», arrivando a prevedere la sistemazione dei detenuti su materassi e brande appoggiati a terra e saturando spazi già insufficienti. Una condizione che, evidenzia, contrasta con i principi affermati dalla giurisprudenza europea in materia di trattamento dei detenuti.

«Un sistema che legittima la collocazione per terra dei detenuti fino a saturare interamente celle già sovraffollate dimostra tutta la gravità della situazione», prosegue il Garante, che parla di una tensione crescente all’interno degli istituti penitenziari.

Per questo Caforio chiede un intervento urgente sul problema del sovraffollamento e sul rafforzamento degli organici, sottolineando che la situazione sta alimentando un clima di forte preoccupazione tra detenuti, Polizia penitenziaria e amministrazione carceraria.