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Sisma 2016, dieci anni dopo: in Umbria sei famiglie e attività su dieci sono tornate nelle proprie sedi

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Il bilancio della ricostruzione: completati 2.625 cantieri privati, concessi contributi per 1,64 miliardi di euro. Il 30 ottobre l’inaugurazione degli edifici ospedalieri di Cascia e Norcia

A dieci anni dal terremoto del 2016, in Umbria sei famiglie e attività economiche su dieci sono tornate nelle proprie abitazioni o nei luoghi di lavoro. È il dato evidenziato dalla Regione Umbria nel bilancio della ricostruzione elaborato dall’Ufficio speciale ricostruzione (Usr), che fotografa i progressi compiuti e gli interventi ancora da completare nei territori colpiti dal sisma.

Sono 2.625 i cantieri privati conclusi, su 4.054 avviati, con la liquidazione dell’ultimo stato di avanzamento dei lavori. I contributi concessi ammontano a 1,64 miliardi di euro, dei quali 1,09 miliardi già liquidati.

Ricostruzione privata, definite oltre il 90% delle pratiche

Delle 5.577 domande presentate all’Ufficio speciale ricostruzione Umbria, 4.081 sono state accolte, mentre 1.070 risultano rigettate o archiviate su richiesta degli interessati. L’indice complessivo di attuazione delle procedure di competenza dell’Usr raggiunge il 92%.

La ricostruzione leggera è ormai in fase avanzata, con 2.107 cantieri ultimati, pari all’89% di quelli avviati. Più lenta la ricostruzione pesante, che conta 518 interventi conclusi, corrispondenti a circa il 31% dei cantieri avviati.

Nei Comuni maggiormente danneggiati dal terremoto, le domande accolte sono 1.322 a Norcia, 415 a Cascia e 182 a Preci.

Oltre 830 milioni per la ricostruzione pubblica

Sul fronte delle opere pubbliche, in Umbria sono stati finanziati 574 interventi per oltre 830 milioni di euro. Secondo i dati della Struttura commissariale, il 97,5% risulta avviato almeno sotto il profilo amministrativo.

A queste risorse si aggiungono oltre 153 milioni destinati a 194 interventi su edifici di culto e beni culturali, oltre a 4,2 milioni provenienti dalle donazioni tramite SMS per la realizzazione di 12 Centri di Comunità.

Tra i principali risultati raggiunti figurano la riapertura della basilica di San Benedetto a Norcia, del teatro civico e del Palazzo Comunale, oltre alla restituzione alla cittadinanza del municipio di Cascia e della chiesa di San Francesco.

Il 30 ottobre riaprono gli edifici ospedalieri di Cascia e Norcia

Un nuovo traguardo è previsto per venerdì 30 ottobre, con l’inaugurazione degli edifici degli ospedali di Cascia e Norcia, rinnovati secondo elevati standard di sicurezza antisismica ed efficienza energetica.

All’interno delle strutture sono già operative le Case di Comunità, realizzate con fondi del PNRR.

Proseguono, intanto, gli interventi su scuole, infrastrutture e patrimonio culturale. A Norcia è stata individuata una nuova impresa per consentire la ripresa dei lavori del polo scolastico, mentre a Cascia sono in corso le demolizioni propedeutiche alla costruzione del nuovo complesso.

A Castelluccio di Norcia, il progetto di ricostruzione integrata prevede una piastra di fondazione con 300 isolatori sismici, sulla quale ricostruire gli edifici privati e gli spazi pubblici. Il 30 ottobre è prevista la conferenza dei servizi per l’approvazione del progetto.

Continuano anche i lavori all’abbazia di Sant’Eutizio a Preci e gli interventi per il recupero del complesso monumentale di San Francesco a Norcia.

Proietti: «Ora completare la rinascita delle comunità»

«L’avanzamento della ricostruzione si misura anche dal numero di abitazioni restituite alle famiglie, dalle attività che ripartono e dai servizi che tornano a essere accessibili», sottolinea la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

La presidente ringrazia l’Ufficio speciale ricostruzione, la Struttura commissariale, i Comuni e tutti i soggetti coinvolti, ribadendo la necessità di portare a termine gli interventi.

«Ora dobbiamo completare gli interventi e soprattutto accompagnare la completa rinascita delle comunità. Sicurezza, salute, scuola e lavoro sono le condizioni per garantire un futuro a questi territori».

A dieci anni dal sisma, dunque, la ricostruzione ha restituito abitazioni, attività e servizi a una parte significativa della popolazione, ma resta ancora da completare una quota importante degli interventi, soprattutto quelli strutturalmente più complessi.