La Regione è settima nella valutazione sui livelli essenziali di assistenza. Nel 2024 crescono prevenzione e servizi territoriali, mentre gli ospedali registrano un arretramento
La sanità dell’Umbria resta nella parte alta della graduatoria nazionale per i Livelli essenziali di assistenza, ma il quadro relativo al 2024 evidenzia un arretramento sul fronte ospedaliero. La Regione si piazza settima in Italia nella valutazione complessiva, confermandosi tra quelle considerate adempienti, nonostante un risultato leggermente inferiore rispetto all’anno precedente.
A fotografare la situazione è l’analisi della Fondazione Gimbe sui dati del Nuovo sistema di garanzia, lo strumento utilizzato per verificare che le Regioni assicurino ai cittadini le prestazioni e i servizi sanitari previsti dai LEA.
L’Umbria raggiunge complessivamente 254 punti su 300, contro i 257 ottenuti nel 2023. Il dato generale, tuttavia, nasconde andamenti differenti nei tre settori sui quali viene misurata la capacità del sistema sanitario di garantire l’assistenza.
La performance migliore arriva dalla prevenzione collettiva e dalla sanità pubblica, dove il punteggio sale da 93 a 95 e consente all’Umbria di raggiungere il settimo posto nazionale. Segnali positivi anche dall’assistenza distrettuale, che comprende una parte importante dei servizi sanitari erogati sul territorio: il risultato passa da 80 a 82 punti, con il decimo posto tra le Regioni.
A muoversi nella direzione opposta è invece l’assistenza ospedaliera. In questo ambito l’Umbria scende dagli 84 punti del 2023 ai 77 del 2024, mantenendo comunque un valore superiore alla soglia prevista dal sistema di valutazione. Il risultato colloca la Regione al decimo posto nazionale nell’area ospedaliera.
È proprio questa flessione a determinare il calo del risultato complessivo: i sette punti persi dagli ospedali superano infatti i progressi ottenuti nella prevenzione e nell’assistenza distrettuale.
La valutazione dei Livelli essenziali di assistenza viene effettuata attraverso 27 indicatori, raggruppati nelle tre grandi aree. Per risultare adempiente una Regione deve raggiungere almeno 60 punti in ciascuna di esse. L’Umbria supera ampiamente questa soglia in tutti i settori, con 95 punti nella prevenzione, 82 nell’assistenza distrettuale e 77 in quella ospedaliera.
Nel complesso, sono 18 su 21 le Regioni e Province autonome che superano la verifica relativa al 2024. L’analisi di Fondazione Gimbe mette inoltre in evidenza la persistenza delle differenze territoriali nella capacità dei sistemi sanitari regionali di garantire le prestazioni essenziali.
Per l’Umbria il risultato restituisce quindi una situazione articolata: settimo posto complessivo a livello nazionale e progressi nella prevenzione e nei servizi territoriali, accompagnati però da un arretramento dell’assistenza ospedaliera che riduce il punteggio generale rispetto al 2023.

































