Sanità, a metà mese già terminato il budget per privati convenzionati

Donatella Porzi

Così la consigliera regionale Donatella Porzi: “Se confermato ci troveremmo di fronte ad una situazione imbarazzante”

“Alcuni cittadini continuano a segnalarmi criticità riscontrate nell’organizzazione del sistema sanitario regionale, tra le più preoccupanti quella del raggiungimento del budget mensile previsto già a metà mese di gennaio per prestazioni erogate da istituti privati convenzionati”, così la consigliera Donatella Porzi (Misto) sottolineando che “se tutto ciò rispondesse al vero ci troveremmo di fronte ad una situazione a dir poco preoccupante e per certi versi imbarazzante”.

“Si tratta di una questione – commenta Porzi – su cui si sta discutendo anche attraverso i mass media regionali da cui emergono tutte le criticità di un modus operandi sbagliato per intervenire efficacemente sullo smaltimento delle lunghe code d’attesa, e che quindi la divisione in dodicesimi del budget non fa altro che acuire il problema. Non si è minimamente tenuto conto del fatto che nei mesi di agosto e dicembre le prestazioni calano per impennarsi poi, invece, nei mesi successivi. Una strada, quella intrapresa, sbagliata e non lungimirante”.

“Il tema – osserva Porzi – merita una approfondita discussione interna tra le figure apicali della sanità, in assenza della quale nascono strumentalizzazioni e pericolosi scaricabarile. L’organizzazione è sempre il frutto di una buona programmazione. Invece che tornare, come troppo spesso si continua a fare, sul passato e sulla presunta eredità lasciata da altre amministrazioni, sarebbe meglio concentrarsi in maniera seria su una azione massiccia volta a ridurre questo tipologia di difficoltà”.

“Il fatto stesso che si parli di una commissione di inchiesta per individuare gli eventuali colpevoli rappresenta una situazione che non aiuta e non favorisce la ricerca ottimale di una soluzione concreta e lungimirante, rispetto ad un enorme problema, oltre che sanitario, anche sociale. Ed il continuare a dire che si tratta di una situazione comune ad altre regioni italiane non rappresenta di certo una giustificazione plausibile agli occhi dei cittadini”.

“Il mio auspicio – conclude Porzi – è quello di concentrarsi sulle soluzioni e sui i mezzi a disposizione per risolvere i problemi dei cittadini e delle famiglie, evitando l’offerta di prestazioni, a volte a centinaia di chilometri di distanza, che troppo spesso sfavoriscono la possibilità di usufruire del sistema pubblico inducendo all’utilizzo, ormai sempre più frequente, delle strutture private”.