Due reclusi del reparto isolamento avrebbero forzato le sbarre e danneggiato la sezione. L’intervento della Polizia Penitenziaria ha riportato la situazione sotto controllo. Fabrizio Bonino: «Serve l’intervento immediato del DAP e del ministro della Giustizia»
Momenti di forte tensione nel carcere di Perugia-Capanne, dove nella serata di mercoledì 19 agosto due detenuti del reparto isolamento sarebbero riusciti a forzare le sbarre delle proprie celle, raggiungendo gli spazi della sezione e provocando diversi danneggiamenti.
L’episodio, avvenuto intorno alle 21, viene denunciato dal SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, in una nota firmata da Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l’Umbria.
Stando alla ricostruzione fornita dal sindacato, uno dei protagonisti è un detenuto di nazionalità albanese sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario, arrivato da meno di un mese dal carcere di Ancona. Il secondo, di origine siciliana, si sarebbe invece trovato volontariamente in isolamento dopo avere terminato una sanzione disciplinare.
Una volta fuori dalle camere detentive, i due sarebbero stati fermati dallo sbarramento della sezione. Secondo le informazioni riportate dal SAPPE, avrebbero tentato di raggiungere un altro detenuto presente nel reparto con il quale esistevano precedenti contrasti.
Determinante, riferisce il sindacato, è stato l’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria, affiancati da altro personale accorso dall’esterno. I due detenuti sono stati bloccati e l’ordine all’interno del reparto è stato successivamente ripristinato.
L’accaduto riaccende però la polemica sulle condizioni della struttura. Il SAPPE si domanda come sia stato possibile per due detenuti forzare le sbarre e uscire dalle celle, denunciando una situazione che, a giudizio del sindacato, sarebbe il risultato di problemi ormai strutturali.
Bonino richiama anche il grave episodio dello scorso 2 giugno, quando un detenuto trentenne si è tolto la vita nella propria cella. In quella circostanza il SAPPE aveva denunciato la presenza di un solo agente incaricato di controllare due sezioni aperte.
Il sindacato torna quindi a puntare il dito contro la gestione dell’istituto. «La catena di comando di questo istituto va azzerata e totalmente ricostruita subito», afferma nella nota, ricordando di avere chiesto da mesi l’avvicendamento del direttore e del comandante per quello che definisce il mancato raggiungimento degli obiettivi contrattuali e una gestione ormai inadeguata.
Tra le criticità indicate figurano anche la carenza di personale, i turni serali e notturni scoperti e le condizioni delle strutture. Il SAPPE sostiene inoltre che diversi detenuti avrebbero chiesto colloqui con i vertici senza ricevere risposte, mentre gli agenti sarebbero costretti a gestire quotidianamente situazioni di disagio senza un’adeguata rete di supporto.
Per Fabrizio Bonino, quanto avvenuto nel reparto isolamento non può dunque essere considerato un caso isolato. Il sindacato chiede l’intervento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e del ministro della Giustizia, sollecitando lavori urgenti sulla struttura, un rafforzamento dell’organico e una revisione della catena di comando.
«Non bastano più parole e promesse. Servono fatti», è la posizione espressa dal SAPPE, che conclude ribadendo come la sicurezza del personale e dei detenuti non possa più attendere.

































