Home Orvieto L’omaggio dell’Italia ai quattro militari morti in Bosnia incontra il cordoglio della...

L’omaggio dell’Italia ai quattro militari morti in Bosnia incontra il cordoglio della comunità orvietana.

0

Due giorni di lutto cittadino, la camera ardente in Comune e, il 4 novembre, l’ultimo saluto al sergente nel Duomo.

Ci sono ritorni che una famiglia non vorrebbe mai dover attendere. Quello di Claudio Marchesi, 35 anni, sergente dell’Aviazione dell’Esercito legato a Orvieto, è uno di questi. Il suo feretro è rientrato in Italia lunedì 2 novembre, insieme a quelli del sergente Simone Ruggia, del tenente Franco Adriano Zecchillo e della sergente Laura Procacci. Quattro vite spezzate nell’incidente dell’elicottero militare precipitato in Bosnia-Erzegovina il 29 ottobre, durante un volo addestrativo.

Simone Ruggia, del tenente Franco Adriano Zecchillo e della sergente Laura Procacci.

A Ciampino, poco dopo mezzogiorno, il dolore privato delle famiglie ha incontrato l’omaggio delle istituzioni. Ad accogliere le bare avvolte nel Tricolore erano presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Mattarella si è fermato davanti a ogni feretro, posandovi una mano. Un gesto semplice, raccolto, nel quale leggere la vicinanza dello Stato a chi affronta una perdita irreparabile. Poi il saluto dei familiari: il momento in cui la solennità della cerimonia lascia emergere tutta la sofferenza di chi ha perso una persona amata.

Il dolore arriva nelle case di Orvieto

Per Orvieto, questa tragedia ha il volto di Claudio. Qui il sergente aveva vissuto, qui risiedono ancora i suoi familiari. Prestava servizio nel primo reggimento Aviazione dell’Esercito “Antares” di Viterbo; i genitori vivono a Canale, frazione del territorio orvietano. È un legame che porta il lutto dentro la comunità umbra, vicino alle sue case e alla sua vita quotidiana. La cronaca restituisce nomi, date, luoghi. Davanti a una morte così improvvisa, però, ogni informazione rimanda a qualcosa di più grande: gli affetti interrotti, le parole rimaste da dire, il futuro che una famiglia immaginava ancora insieme. Raccontare Claudio significa anche rispettare questo spazio di dolore, senza pretendere di riempirlo.

Claudio Marchesi

La sindaca Roberta Tardani ha espresso il cordoglio dell’amministrazione e la vicinanza ai familiari. Già il 30 ottobre il Consiglio comunale aveva osservato un minuto di silenzio per Marchesi e per le altre vittime: un primo momento di raccoglimento condiviso, nel quale la città ha riconosciuto come proprio il dolore della famiglia.

Dopo il rientro in Italia, le salme di Marchesi, Ruggia e Zecchillo sono state trasferite al Policlinico militare del Celio, dove è stata allestita la camera ardente. Il feretro di Laura Procacci ha raggiunto successivamente la struttura, dopo l’autopsia eseguita a Tor Vergata. La militare era morta in ospedale dopo l’incidente.

Per le esequie solenni dei quattro caduti, il Comune di Orvieto ha indicato martedì 3 novembre alle 9, nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma. In rappresentanza della città è stata annunciata la presenza della sindaca Tardani, del vicesindaco Stefano Spagnoli e del presidente del Consiglio comunale Stefano Olimpieri.

A Orvieto sono stati proclamati due giorni di lutto cittadino, il 3 e il 4 novembre. La camera ardente nella sala consiliare del Palazzo comunale è prevista martedì dalle 13 alle 20 e mercoledì dalle 8 alle 13. I funerali di Claudio Marchesi saranno celebrati mercoledì 4 novembre alle 15 nel Duomo. Bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e un invito alla sobrietà accompagneranno entrambe le giornate.

Il lutto cittadino dà una forma pubblica alla vicinanza. Invita ciascuno a fermarsi, a riconoscere la sofferenza altrui, a trovare un modo rispettoso per partecipare. Una presenza alla camera ardente, un pensiero rivolto ai familiari, il silenzio durante le esequie possono diventare gesti piccoli e necessari.

Nel cuore dell’Umbria, Orvieto si prepara così a salutare Claudio Marchesi. Accanto al suo nome restano quelli di Simone Ruggia, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci. Il compito della cronaca è ricordarli con precisione; quello di una comunità è far sentire alle loro famiglie una vicinanza capace di durare anche quando le cerimonie saranno finite.