Inaugurata a Strasburgo una sala dedicata al patrono d’Europa. Il produttore umbro Luigi Piccolo lavora a «ASCOLTA», un’opera cinematografica che guarda alle nuove generazioni
Il nome di San Benedetto da Norcia entra ufficialmente nel Parlamento europeo di Strasburgo, mentre dall’Umbria prende forma un progetto cinematografico dedicato alla sua eredità culturale e spirituale. Due iniziative distinte, accomunate dalla volontà di riportare al centro dell’attenzione una figura che ha contribuito profondamente alla storia del continente.
La cerimonia di intitolazione si è svolta martedì 20 ottobre, alla presenza della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, della vicepresidente Antonella Sberna e del copresidente del gruppo dei Conservatori e riformisti europei Nicola Procaccini, promotore dell’iniziativa.
La sala dedicata al santo umbro si trova al primo piano dell’edificio Winston Churchill, nelle vicinanze dell’emiciclo, e può ospitare circa duecento persone. Il riconoscimento arriva a pochi giorni dal 62° anniversario della proclamazione di San Benedetto a patrono d’Europa, avvenuta il 24 ottobre 1964 per volontà di Paolo VI.
All’inaugurazione hanno partecipato anche i sindaci delle tre città legate alla vita del santo: Giuliano Boccanera per Norcia, Felice Rapone per Subiaco ed Enzo Salera per Cassino. Presente l’europarlamentare umbro Marco Squarta, che ha richiamato il significato dell’intitolazione per Norcia e per le comunità segnate dal terremoto del 2016.
L’omaggio europeo assume un valore particolare per la città natale di Benedetto, impegnata da anni nella ricostruzione del proprio patrimonio storico e religioso. La riapertura della basilica, avvenuta il 31 ottobre 2025, ha rappresentato una tappa fondamentale di questo percorso.
Dalla memoria storica al linguaggio cinematografico. È in questo contesto che si colloca «ASCOLTA», il progetto ideato dal pubblicitario e produttore Luigi Piccolo, che ne ha scritto la sceneggiatura e sviluppato il progetto di comunicazione, già depositato presso la SIAE.
L’obiettivo è raccontare Benedetto da Norcia attraverso una narrazione capace di collegare il VI secolo alle inquietudini della società contemporanea. Non soltanto una ricostruzione storica, dunque, ma un’opera che intende interrogarsi sul significato attuale degli insegnamenti benedettini.
Al centro del racconto trovano spazio il valore dell’ascolto, la dignità del lavoro, il rapporto tra generazioni e la responsabilità verso gli altri. Questioni che attraversano la vita delle comunità e che il progetto vuole affrontare attraverso il linguaggio del cinema.
La scelta del titolo non è casuale. «Ascolta» è la parola con cui si apre la Regola di San Benedetto, un’esortazione che diventa il punto di partenza della riflessione narrativa. In un presente caratterizzato da divisioni, incomprensioni e difficoltà di dialogo, l’ascolto viene proposto come condizione essenziale per costruire relazioni e riconoscere il valore delle persone.
Il progetto, pensato per il cinema e la televisione, è ancora nella fase di sviluppo artistico e produttivo. Luigi Piccolo sta lavorando da diversi mesi alla definizione degli aspetti necessari alla sua realizzazione, che resta legata alla disponibilità delle risorse finanziarie indispensabili per la produzione e la distribuzione.
L’intitolazione della sala di Strasburgo e l’idea cinematografica rappresentano così due differenti modalità di valorizzazione della figura di Benedetto. Da una parte il riconoscimento istituzionale di un protagonista della storia europea, dall’altra il tentativo di tradurne il messaggio in un linguaggio accessibile anche alle nuove generazioni.
Per l’Umbria, terra d’origine del santo, si apre una nuova occasione per promuovere un patrimonio culturale che supera i confini regionali. Un’eredità che continua a suscitare riflessioni sul significato della convivenza, della solidarietà e della responsabilità collettiva.




























