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Aggressione nel carcere di Orvieto: ferito agente della Penitenziaria

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Il poliziotto ha riportato una prognosi di 10 giorni. Il Sappe chiede interventi immediati sulla sicurezza

Un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito durante un controllo all’interno del carcere di Orvieto. Il poliziotto, un sovrintendente, è stato successivamente accompagnato al Pronto Soccorso dell’ospedale cittadino, dove, secondo quanto riferisce il Sappe, gli sarebbe stata riconosciuta una prognosi di dieci giorni.

L’episodio risale alla serata di martedì 22 settembre. In base alla ricostruzione fornita dal Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria, durante un giro di controllo nelle sezioni detentive il personale avrebbe sorpreso un detenuto che cercava di nascondersi per utilizzare uno smartphone.

Quando il sovrintendente è intervenuto per recuperare il dispositivo, avrebbe incontrato una forte resistenza e sarebbe stato aggredito. Nonostante quanto accaduto, il poliziotto è riuscito a divincolarsi, uscire dalla cella e completare il sequestro del telefono.

Dopo l’aggressione è stato necessario il ricorso alle cure dei sanitari del Pronto Soccorso di Orvieto. Il Sappe, nel rendere noto l’accaduto, torna a denunciare le condizioni nelle quali il personale della Polizia Penitenziaria è chiamato a svolgere il proprio servizio.

«È inaccettabile che chi indossa la divisa e lavora per garantire sicurezza e legalità venga sistematicamente messo a rischio», afferma Fabrizio Bonino, segretario nazionale Sappe per l’Umbria, che esprime solidarietà al collega ferito e sollecita provvedimenti nei confronti dei responsabili.

Il sindacato richiama inoltre l’attenzione sulla situazione dell’istituto di Orvieto, il più piccolo della regione ma già interessato, sottolinea il Sappe, da altri episodi di violenza anche ai danni del personale.

Da qui la richiesta rivolta all’Amministrazione penitenziaria e alle istituzioni competenti di adottare misure concrete. Tra gli interventi indicati dal sindacato figurano il potenziamento degli organici, una revisione delle modalità operative nelle sezioni a regime aperto e la dotazione di strumenti adeguati per prevenire e contrastare episodi di violenza all’interno delle strutture.