Il piccolo, nato a Foligno e trasferito d’urgenza a Perugia, è deceduto poche ore dopo. La Procura indaga per omicidio colposo: sabato l’autopsia per chiarire cause della morte ed eventuali responsabilità
E’ ufficiale l’avvio dell’inchiesta sulla morte del neonato nato all’ospedale San Giovanni Battista di Foligno e deceduto il 16 settembre al Santa Maria della Misericordia di Perugia. L’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Massimo Casucci, è stata aperta dopo la denuncia presentata dai genitori. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo e coinvolge i professionisti che, a diverso titolo, hanno assistito prima la madre e poi il bambino negli ospedali di Foligno e Perugia.
Secondo quanto ricostruito finora, il parto sarebbe stato particolarmente complesso. Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è anche il possibile utilizzo della ventosa ostetrica, circostanza che dovrà essere verificata e per la quale, allo stato, non è stato accertato alcun collegamento con il successivo peggioramento delle condizioni del neonato. Poche ore dopo la nascita, di fronte alle difficoltà manifestate dal bambino, i sanitari di Foligno ne hanno disposto il trasferimento urgente alla Terapia intensiva neonatale di Perugia. Il piccolo sarebbe arrivato al Santa Maria della Misericordia in condizioni gravissime e, nonostante i tentativi degli specialisti, è deceduto.
La Procura ha acquisito le cartelle cliniche della madre e del neonato, insieme alla documentazione relativa al parto, alle cure e al trasferimento. Agli atti anche gli accertamenti svolti dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria. Un passaggio fondamentale dell’inchiesta sarà l’autopsia, affidata alla medico legale Donatella Fedeli. L’esame dovrà stabilire innanzitutto la causa della morte e verificare l’eventuale esistenza di un rapporto causale tra il decesso e le condotte dei professionisti coinvolti.
La consulente dovrà inoltre accertare se nella fase diagnostica o terapeutica vi siano stati comportamenti riconducibili a imperizia, imprudenza o negligenza e se una diversa condotta sanitaria avrebbe potuto evitare la morte del bambino.
L’iscrizione dei 22 professionisti nel registro degli indagati rappresenta, in questa fase, anche un atto di garanzia, necessario per consentire alle difese di partecipare con propri consulenti all’accertamento autoptico irripetibile.
Tra i legali che assistono alcuni dei sanitari figurano gli avvocati Delfo Berretti, Andrea Chinea e Alessandro Di Baia.
Sarà dunque l’esito dell’autopsia, insieme all’analisi delle cartelle cliniche e delle procedure seguite tra Foligno e Perugia, a fornire i primi elementi decisivi per stabilire cosa sia accaduto e se vi siano eventuali responsabilità professionali, che al momento restano tutte da accertare.

































