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Il 15 febbraio il sindaco di Terni spiegherà le ragioni del dissesto

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Leopoldo Di Girolamo

Si preannuncia un incontro infuocato, destinato a rimanere nella storia

C’è molta attesa in città. A Terni si guarda con particolare interesse all’appuntamento di giovedì 15 febbraio alle 15,30 a palazzo Spada, quando il sindaco illustrerà ai cittadini le ragioni per cui è stato costretto a chiedere al consiglio la dichiarazione di dissesto.
Una debacle che arriva dopo nove anni di “mal”governo, che seguono altri dieci in cui ha condiviso ogni scelta del suo predecessore.
Adesso la città di fatto è nelle mani di tre commissari, quasi curatori fallimentari, per tutti i prossimi cinque anni. Un triunvirato volto ad impedire qualsiasi ulteriore spreco, a tagliare qualsiasi servizio non strettamente indispensabile, ad aggredire con determinazione  qualsiasi ammiccamento ad una evasione fin qui tollerata per ragioni squisitamente politiche.
La seduta del 15 sarà storica. Il giorno 29 gennaio il sindaco è sfuggito in modo maldestro dal confronto ma giovedì 15 non potrà evitarlo.  E alla fine dovrà spiegare molte cose ai suoi concittadini.
«Le cause che hanno determinato l’attuale situazione di dissesto sono molteplici e l’insieme delle stesse ha poi portato all’attuale situazione. Il ripetuto disavanzo dell’equilibrio di parte corrente è stato di volta in volta affrontato con il mantenimento dei residui attivi che si sarebbero dovuti eliminare; i tempi lunghi di pagamento dei vari creditori, hanno permesso sicuramente di rimandare più avanti possibile le problematiche, ma allo stesso tempo di ingigantirle. Il formarsi di debiti fuori bilancio di una certa entità ha contribuito a far precipitare una situazione che non era mai stata semplice e che andava sempre peggiorando». A parlare è la relazione del collegio dei revisori dei conti del Comune di Terni, allegata alla delibera con cui la giunta, venerdì pomeriggio, ha preso atto della situazione di dissesto finanziario. Un atto che il 15 febbraio passerà al vaglio del consiglio comunale. «Oltre a quanto evidenziato – scrivono ancora i revisori -, vi è sicuramente da segnalare anche il non adeguato controllo interno e monitoraggio delle spese correnti, nonché croniche difficoltà nelle riscossioni. Ciò ha creato una situazione tale che ha portato all’utilizzo persistente di anticipazione di cassa».

Altro allarme lanciato dalla Corte dei Conti, e ripreso nella relazione dei revisori, quello dei controlli interni.  «La situazione di dissesto non è origine della gestione di questi ultimi anni – spiegano a chiare note i revisori – ma trae origine ben più remote anche se da un punto di vista numerico le problematiche si sono evidenziate con l’approvazione del rendiconto del 2015».