Home Economia Welfare aziendale, le imprese puntano su salute, famiglie e qualità del lavoro

Welfare aziendale, le imprese puntano su salute, famiglie e qualità del lavoro

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L’intervento del presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani.

A Perugia il convegno di Confindustria Umbria ed ESG89 con le esperienze di Meccanotecnica Umbra, Canali, Fileni e AbbVie. Marchesini: «Serve un’alleanza tra pubblico e privato»

Dai controlli sanitari gratuiti ai servizi per i figli dei dipendenti, fino al sostegno psicologico e alle iniziative per facilitare la gestione degli impegni familiari. Il welfare aziendale assume un ruolo sempre più importante nelle strategie delle imprese, non soltanto per migliorare le condizioni dei lavoratori, ma anche per attrarre professionalità e affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro.

È quanto emerso dal seminario “Italia Mediana. Il welfare del futuro e le migliori pratiche”, promosso da Confindustria Umbria in collaborazione con ESG89, che si è svolto il 12 ottobre nell’Auditorium dell’associazione a Perugia.

Al centro del confronto, moderato dal presidente di ESG89 Group Giovanni Giorgetti, le esperienze di quattro realtà imprenditoriali che hanno sviluppato programmi di welfare con interventi dedicati alla salute, alla genitorialità e alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Ad aprire l’incontro è stato il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, che ha richiamato l’attenzione sul valore delle persone per la crescita del sistema produttivo regionale.

«Investire nel benessere dei lavoratori significa anche creare le condizioni per trattenere i giovani, attrarre nuovi talenti e rafforzare la competitività del nostro sistema produttivo», ha sottolineato Urbani, evidenziando la necessità di diffondere queste iniziative anche nelle piccole e medie imprese.

Secondo il presidente degli industriali umbri, anche servizi relativamente semplici possono produrre benefici significativi, soprattutto in un territorio caratterizzato da aree interne e da un rapporto diretto tra imprenditori e collaboratori.

L’intervento di Carlo Pacifici, presidente di Meccanotecnica Umbra.

Un esempio concreto arriva da Meccanotecnica Umbra, azienda specializzata nella produzione di tenute meccaniche. Il presidente Carlo Pacifici, anche consigliere delegato di Confindustria Umbria al Capitale umano, Sicurezza sul lavoro e Welfare, ha illustrato un programma sviluppato a partire dalle esigenze manifestate dai dipendenti.

Tra i servizi introdotti figurano una lavanderia, il maggiordomo aziendale, screening medici gratuiti e uno sportello di sostegno psicologico. Particolare attenzione è stata dedicata alle famiglie attraverso l’Educenter, uno spazio educativo che accoglie complessivamente cento bambini e ragazzi tra i 6 e i 14 anni nelle attività invernali ed estive.

Inizialmente sostenuto da finanziamenti pubblici, il progetto viene portato avanti dall’agosto 2024 con risorse aziendali. Per il 2027 è inoltre previsto l’avvio di un percorso dedicato alla prevenzione del disagio giovanile.

Canali, Gruppo Fileni e AbbVie Italia hanno presentato altre esperienze che testimoniano la varietà degli strumenti disponibili.

L’intervento di Andrea Bensi, Group HR & Organization Director di Canali.

Andrea Bensi, Group HR & Organization Director di Canali, ha illustrato un sistema che affianca alle misure per la salute e la famiglia la possibilità di convertire il premio di risultato in servizi di welfare. L’azienda sostiene inoltre due giornate annuali di volontariato per i dipendenti.

La vicepresidente Roberta Fileni ha invece descritto le iniziative del Gruppo Fileni, dalla prevenzione oncologica ai percorsi di formazione, passando per gli interventi a favore della genitorialità. Un impegno che si inserisce anche nella presenza produttiva dell’azienda in Umbria, con investimenti negli stabilimenti di Spoleto, Amelia e Fossato di Vico.

Stefano Zirillo, responsabile delle Relazioni industriali di AbbVie Italia, ha illustrato un modello che comprende assistenza sanitaria, misure economiche, sostegno ai genitori ed educazione finanziaria. Il tema occupa un posto rilevante anche nella trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale.

Al seminario ha partecipato anche Marco Calabrò, capo del Dipartimento per le Politiche per le Imprese del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

L’intervento di Maurizio Marchesini,
vicepresidente nazionale di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali.

Le prospettive nazionali del welfare sono state affrontate nelle conclusioni da Maurizio Marchesini, vicepresidente di Confindustria per il Lavoro e le Relazioni industriali.

Marchesini ha evidenziato come il progressivo invecchiamento della popolazione e la riduzione delle persone in età lavorativa rischino di mettere sotto pressione il sistema di protezione sociale.

«Nei prossimi anni avremo meno persone in età di lavoro e più persone che avranno bisogno di cure», ha osservato, sottolineando che le risorse dello Stato potrebbero non essere sufficienti a garantire da sole gli attuali livelli di assistenza.

Per questo, secondo il vicepresidente nazionale, sarà necessario rafforzare il contributo della contrattazione collettiva attraverso strumenti come la previdenza complementare, la sanità integrativa e gli enti bilaterali, concepiti per affiancare e non sostituire il welfare pubblico.

Marchesini ha richiamato anche la posizione condivisa da imprese e sindacati contro la portabilità del contributo datoriale, ritenuta un possibile fattore di indebolimento della protezione garantita a oltre quattro milioni di lavoratori.

Il futuro del welfare, ha concluso, dovrà fondarsi su un patto tra istituzioni, imprese e lavoratori, capace di rispondere alle nuove esigenze sociali e di mantenere un equilibrio tra le generazioni.