Uil Umbria chiede un protocollo sugli appalti e più ispettori. Feneal, Filca e Fillea invocano controlli, formazione e verifiche sui macchinari
«Non si può uscire di casa per andare al lavoro e non fare ritorno». La morte dell’operaio di 20 anni nel cantiere stradale di Valtopina riaccende l’allarme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Secondo le prime informazioni, il rullo compressore che il giovane stava manovrando si sarebbe ribaltato. Le indagini dovranno chiarire la dinamica e accertare eventuali responsabilità.
Il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, esprime cordoglio alla famiglia, ma sottolinea che «le parole non sono sufficienti». Il sindacato chiede un protocollo d’intesa sugli appalti, maggiori controlli e nuove assunzioni tra gli ispettori. «È il momento di fare, finalmente, un passo in avanti», afferma Molinari.
Un appello condiviso da Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria, che chiedono più verifiche, formazione continua e controlli sull’utilizzo e sulla manutenzione dei macchinari. «Non possiamo indignarci il giorno di una tragedia e tornare alla normalità quello successivo», dichiarano le tre organizzazioni, ribadendo che nessuna scadenza o esigenza economica può valere più di una vita.
Il segretario della Filca Cisl, Emanuele Petrini, ricorda il ventenne come un amico e una persona della comunità. «La sicurezza non può essere considerata un costo né un adempimento formale: è un diritto fondamentale», afferma.

























