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Sequestro di oltre 20 milioni di euro a Unicusano, la Cassazione respinge il ricorso di Stefano Bandecchi

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Stefano Bandecchi

La lunga inchiesta si avvia ora verso la definizione e già nelle prossime settimane potrebbe arrivare alla chiusura delle indagini

Dopo cinque mesi la Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla lunga battaglia fra l’università Niccolò Cusano e la procura di Roma sulla sorte degli oltre 20 milioni di euro sequestrati nel febbraio del 2023 al termine dell’inchiesta della Finanza che vede indagato Stefano Bandecchi, patron e fondatore dell’ateneo telematico e oggi sindaco di Terni, con l’accusa di dichiarazione infedele.

Bocciato ad ottobre il ricorso contro il sequestro disposto dalla Procura di Roma e confermato dal Riesame la Cassazione ha infatti depositato il 10 marzo scorso le motivazioni con le quali ha confermato quanto stabilito dagli inquirenti a proposito della presunta elusione di tasse da parte dell’Università che avrebbe approfittato dello status fiscale agevolato per gli atenei applicandolo anche alle società commerciali. Tra cui la Ternana Calcio.
Sono ventitré le pagine con cui viene sotterrato il ricorso contro il sequestro degli oltre 20 milioni di euro e nelle quali in particolari i supremi giudici riconoscono che “Dal 2016 al 2020 Unicusano ha investito le risorse derivanti dall’attività istituzionale in società che gestiscono esercizi commerciali, nell’attività di ricerca e sviluppo nel campo delle scienze naturali e dell’ingegneria, impegnate nell’attività di mediazione immobiliare, affitto di azienda e locazioni immobiliari, nell’attività di commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici e di trasporto aereo non di linea”.

Tuttavia, secondo i difensori di Bandecchi, gli avvocati Ennio Amodio e Filippo Morlacchini, neanche la Cassazione ha provato che nell’ambito della galassia Unicusano la parte commerciale fosse “in concreto prevalente” rispetto a quella istituzionale: “In applicazione di questo principio – commentano i legali difensori – ogni eventuale giudizio di merito non potrà che essere favorevole per l’Università”.
A quattordici mesi dal blitz di febbraio e scaduti i termini, l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore di Roma Gianfranco Gallo si avvia ora verso la definizione e già nelle prossime settimane potrebbe arrivare alla chiusura indagini. Che significherà richiesta di processo o di archiviazione per Bandecchi e gli altri due indagati.