Home Salute Leucemia mieloide acuta: nuove evidenze sul ruolo dell’infiammazione cerebrale

Leucemia mieloide acuta: nuove evidenze sul ruolo dell’infiammazione cerebrale

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Dott. Paolo Cogliati, Prof. Cataldo Arcuri, Prof.ssa Oxana Bereshchenko, Dott.ssa Maria Cristina Marchetti, Dott. Daniele Sorcini

La ricerca dell’Università di Perugia mostra come la leucemia mieloide acuta possa superare le difese cerebrali e incidere sulle funzioni cognitive

La leucemia mieloide acuta potrebbe avere un impatto diretto anche sul cervello. A evidenziarlo è un nuovo studio condotto dall’Università degli Studi di Perugia, che ha coinvolto diversi dipartimenti tra cui FiSSUF, Chimica, Biologia e Biotecnologie e Medicina e Chirurgia.

Nota per la sua rapida progressione nel sangue e nel midollo osseo, questa forma di tumore si associa anche a uno stato infiammatorio cronico dell’organismo. I ricercatori hanno scoperto che tale condizione può estendersi fino al sistema nervoso centrale.

Secondo quanto pubblicato sulla rivista HemaSphere, la malattia sarebbe in grado di alterare la barriera emato-encefalica, rendendola meno efficace nel proteggere il cervello. Questa maggiore permeabilità permette il passaggio di cellule immunitarie e segnali infiammatori, favorendo lo sviluppo di infiammazione cerebrale.

Lo studio, coordinato dalla professoressa Oxana Bereshchenko, ha rilevato un incremento delle cellule immunitarie nel cervello e l’attivazione delle cellule gliali, fondamentali nei processi infiammatori. Sono emersi anche indicatori compatibili con possibili danni alle cellule nervose.

I risultati aiutano a spiegare alcuni sintomi spesso segnalati dai pazienti, come stanchezza persistente, difficoltà di concentrazione e cambiamenti dell’umore. La ricerca apre così la strada a nuove strategie terapeutiche, orientate non solo al controllo della malattia, ma anche alla tutela del benessere neurologico.