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Gubbio, un convegno a Fabriano per scrivere il futuro dell’Appennino e dell’area vasta

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Previsti tra gli altri gli interventi del sindaco Filippo Stirati, della presidente della Fondazione Perugia Cristina Colaiacovo e dell’imprenditrice e artigiana Patrizia Ramacci

Si ritroveranno venerdì 7 luglio a Fabriano i 35 Comuni che fanno parte dell’esperienza del Distretto per lo sviluppo dell’Appennino umbro-marchigiano, nato nel 2013 per dibattere del futuro dei territori a cavallo fra le due regioni. “La Città Appenninica. Uno spazio urbano tra Marche e Umbria”: questo il titolo del convegno che si terrà a partire dalle 10 presso la sala conferenze del Palazzo del Podestà, in largo Bartolo da Sassoferrato, a Fabriano. Il Comune di Fabriano, che è coordinatore del Distretto, in collaborazione con Symbola – Fondazione per le Qualità italiane e l’associazione culturale per lo sviluppo dell’Appennino umbro-marchigiano, ha promosso l’iniziativa di concerto con il Comune di Gubbio, con l’intento di porre l’attenzione sullo spazio urbano rappresentato dalle città storiche, dagli insediamenti diffusi e dagli ampi territori afferenti che fanno ancora la vitalità dell’Appennino.

“Un’occasione preziosa – sottolinea il sindaco di Gubbio Filippo Stirati – che ci permette di mettere al centro tutte le criticità e le risorse di un’ampia area che, tra Marche e Umbria, condivide problemi e potenzialità, in termini di sviluppo economico, servizi, situazione demografica, infrastrutture e molto altro. Il nostro territorio e quello marchigiano sono interconnessi e lavorare insieme mettendo sullo stesso tavolo energie, progetti, ambizioni e obiettivi concreti è oggi fondamentale”.

Il sindaco di Gubbio Stirati

I lavori del convegno si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco di Fabriano Daniela Ghergo e di Piero Chiorri, presidente dell’Associazione culturale per lo sviluppo dell’Appennino umbro-marchigiano; introdurrà e coordinerà la giornata Fabio Renzi, Segretario generale di Symbola. Filippo Stirati, sindaco di Gubbio, chiuderà i lavori del convegno nella tavola rotonda conclusiva, insieme al sindaco Ghergo, al vicepresidente della Regione Umbria Roberto Morroni e all’on.Guido Castelli, Commissario per la ricostruzione sisma 2016.

Nella sessione mattutina, intitolata “Appennino contemporaneo”, si terranno le relazioni di Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme e Paolo Pigliacelli di Fondazione Symbola, che faranno un focus sull’area del distretto umbro-marchigiano nel contesto più generale dell’Appennino e del Paese; seguiranno gli interventi di Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, di Cristina Colaiacovo, presidente della Fondazione Perugia, di Gian Mario Spacca, vicepresidente della Fondazione Aristide Merloni. Concluderà la sessione Pietro Marcolini, assessore al bilancio e alla progettualità del Comune di Fabriano.

Nel pomeriggio, durante la seconda sessione intitolata “Appennino che fare?”, si succederanno alcune personalità che porteranno esperienze, testimonianze e punti vista di chi opera sul territorio in diversi ambiti. In particolare interverranno Alberto Alessandri, sindaco di Cagli e presidente della Unione montana Catria e Nerone, Marco Caprai, amministratore della Arnaldo Caprai, Flavia Fagotto, esperta in Destination Management & Marketing, Matteo Montanari, direttore del Gal Alta Umbria, Lamberto Pellegrini, coordinatore ATS 10 Marche, Luca Possanzini, presidente del Consorzio Marche verdi, Patrizia Ramacci imprenditrice artigiana e titolare della bottega d’arte eugubina Gypsea, Andrea Spaterna, prorettore dell’Università degli Studi di Camerino, e Letizia Urbani, direttore generale di Meccano spa.

“E’ un appuntamento importante – spiega anche il sindaco di Fabriano Daniela Ghergo – perché con l’aiuto di Symbola e di quanti finora si sono impegnati per promuovere l’Appennino umbro-marchigiano vogliamo aggiornare l’analisi territoriale e la proposta programmatica che riguardano un’ampia area che tra Marche e Umbria condivide i problemi delle aree interne, a partire dai saldi demografici e dallo spopolamento, ma che è unita nella ricerca di nuovi sentieri di sviluppo sostenibile”.