Di Giampaolo Bellucci “Anime Rock volume 2 amore e anarchia”. Intervista all’autore

Pubblicato il nuovo libro dello scrittore di Bastia Umbra

In libreria il nuovo libro “Anime Rock volume 2 amore e anarchia” dello scrittore umbro Giampaolo Bellucci.
Qui riproponiamo l’intervista realizzata dalla giornalista Maria Luisa Dezi, del “”.

All’inizio del tuo libro dici: “C’è qualcuno che mi dà ancora del matto… Grazie! Se la normalità è rappresentata da tutti quelli come te… Beh… Allora… Viva la pazzia!”. Ma con chi ce l’hai  qui?
Forse c’è l’ho con quasi tutti e per tutti intendo quella stragrande maggioranza di persone che appartengono a un sistema conformistico e che se esci da quei canoni,da quei parametri da una società prestabiliti allora per loro non sei normale,sei diverso e la parola più utilizzata per definire questo tipo di persone è “matto”… Ora per far capire meglio il concetto citerò una frase di Curt Cobain… ”Loro ridono di me perché sono diverso… Io rido di loro perché sono tutti uguali” Mi sono spiegato?????… Ora è più chiaro il concetto? Hai capito ora con chi ce l’ho’?

Amore e anarchia: perché questo sottotitolo?
Perché amo l’amore e l’anarchia… Semplice… E poi perché mi ricordava il titolo di un bellissimo film di Lina Wertmuller con uno straordinario Giancarlo Giannini e una stupenda Mariangela Melato…

Che cosa è per te l’anarchia?
L’anarchia per me è il non appartenere a nessun governo e l’anarchico è colui che non si fa dettar regole da nessuno perché si ritiene abbastanza civile per riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia (visto che ce l’ha in se stesso), le sue stesse capacità.

E l’amore?
L’amore è un sentimento molto profondo che fa girare il mondo… Uno può amare una donna, un uomo, un ideale, un animale, o qualsiasi altra cosa… Per me l’amore è quello universale dove ognuno è libero di amare quello che gli pare… L’amore è per il sole è per la luna (vedi il cantico delle creature di San Francesco), per un fiore, per uno sguardo, per un sorriso di un bambino… Insomma come già detto l’amore per me è universale.

Le tue poesie sono a volte molto intime. E’ doloroso o liberatorio raccontarsi?
No non è doloroso… Sì in effetti c’è dell’autobiografismo nelle mie poesie ma questo mi aiuta a svuotarmi… In un certo senso potrei dire anche che scrivere per me è anche terapeutico…

Di solito quando scrivi?
Di solito scrivo di notte… Ma capita spesso anche che sono in giro con la macchina e mi rimbalzano in testa delle parole… Allora mi fermo prendo un fazzoletto di carta e butto giù queste parole,queste frasi, questi versi come tra l’altro è successo anche per “I bambini di Scampia” e per tante altre mie poesie…

Nelle tue poesie non disdegni  mai temi crudi come la violenza sociale. Vedi la poesia” Il fattaccio di Manduria” in cui racconti l’atto di bullismo contro un disabile psichico. Ci fai riflettere anche sul tema dei migranti e dell’omofobia. La poesia può aiutare a cambiare le coscienze?
Non so risponderti… Questa è una domanda complicata… Lo vorrei tanto che la poesia possa sensibilizzare le persone e che aiuti a cambiare le coscienze,ma la vedo dura… La poesia è un genere di nicchia(poco letta) ma se anche riuscisse a cambiare la coscienza di una sola persona su cinque che la legge già sarebbe un successo…

Quali sono i tuoi poeti preferiti?
Alda Merini, Giorgio Caproni, Pier Paolo Pasolini, Charles Bukowski, Charles Baudelaire, William Shakespeare.

E i tuoi scrittori preferiti?
Hermann Hesse, Franz Kafka, Marcel Proust, Fedor Dostoevskij Luciano De Crescenzo,

Qual è l’ultimo libro che hai letto?
Mi vergogno un po’ a dirlo ma l’ultimo libro che ho letto è stato “Da qui non se ne va nessuno”, di Alba Parietti.

Chi è l’artista del dipinto sulla copertina del libro.
Lui è un bravo pittore e si chiama Roberto Bellucci (non siamo parenti)i ed è nato a Roma ma vive a Napoli.

Il tuo prossimo progetto?
Ne ho molti, ma sicuramente il prossimo sarà la realizzazione di Anime Rock volume 3.

Qualcosa che vuoi aggiungere a questa intervista?
Sì, ”La bellezza salverà il mondo”, che non è mia ma del grande Fedor Dostoevskij

                Maria Luisa Dezi