A livello locale Adic Umbria si prepara ad organizzare, insieme ad altre associazioni di consumatori, una protesta nazionale che potrebbe sfociare nello “sciopero dei consumi”
Sul fronte bollette la brutta notizia è arrivata con l’autunno, con gli aumenti delle tariffe di luce e gas che si tramutano in una stangata di 166 euro all’anno, secondo i calcoli dell’Unione nazionale consumatori: 70 euro in più per la luce e 96 euro in più per il gas per una famiglia tipo nell’ipotesi di prezzi costanti.
“Una stangata record, che non ha precedenti. Un primato assoluto. Mai, da quando ci sono gli aumenti trimestrali stabiliti dall’Authority, ossia dal gennaio 2003, si sono verificati rialzi così elevati” – afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
Secondo il comunicato dell’autorità di regolazione Arera, dopo i forti ribassi del secondo trimestre 2020 (-18,3% l’elettricità e -13,5% il gas), continuati anche nel terzo trimestre per il gas (-6,7%), con un leggero rialzo per l’elettricità (+3,3%), con il rafforzamento della ripresa delle attività economiche e dei consumi arriva il “rimbalzo” per i prezzi dell’energia che tornano su livelli vicini a quelli pre-Covid.
Per la famiglia tipo la forte crescita delle quotazioni nei mercati all’ingrosso porta ad un rialzo per la bolletta dell’elettricità del +15,6% e per la bolletta gas del +11,4%, dato quest’ultimo legato anche alla consueta stagionalità con la relativa crescita della domanda.
Sul fronte interno, il caro prezzi ha spinto la Francia e i Paesi dell’Est Europa a tornare a chiedere una patente di sostenibilità per il nucleare. La Commissione si è limitata a ripetere che deciderà “sulla base della scienza” e a tempo debito. Lo stesso vale per il ruolo del gas nel periodo di transizione. Ma lo stallo dura da aprile, con la Germania che guida un gruppo di Stati totalmente contrari a dare l’ok agli investimenti verdi sull’atomo. Per ora Bruxelles ha consegnato quanto promesso: una panoramica di quel che gli Stati possono fare con le regole attuali per fronteggiare i rincari; un’analisi del mercato che annuncia prezzi più bassi dopo l’inverno; l’impegno a valutare entro dicembre l’opzione di riserve comuni di gas, con adesioni volontarie da parte dei Paesi Europei.
Più 40% per un impatto medio a famiglia di 247 euro l’anno. È di nuovo caro-bollette e a dare l’annuncio della stangata in arrivo il primo di ottobre è stato ufficialmente il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani.
Dopo il +20% della scorsa primavera, dunque, gli italiani devono prepararsi a nuovi sacrifici (salvo interventi tampone dell’ultima ora). Cingolani, nel corso di un convegno a Genova, ha spiegato l’origine del problema, ovvero il boom dei prezzi delle materie prime, in particolare il gas naturale. Ma ha anche chiamato in causa la transizione energetica auspicando una riforma a trecento sessanta gradi del sistema. Questo perché un’altra causa del rialzo record delle bollette è, invece, legato ai cosiddetti permessi per inquinare, che si pagano in base alla quantità di Co2 emessa. Sono certificati che i produttori di energia sono costretti a comprare per compensare le emissioni, ma il cui prezzo aumenta costantemente in nome della decarbonizzazione e viene poi scaricato in bolletta.
«Un rincaro così astronomico sarebbe un serio freno alla ripresa economica, governo e Parlamento devono comunque porre subito rimedio, decidendo di destinare i proventi delle aste di mercato dei permessi di emissione di Co2 all’abbassamento delle bollette, eliminando gli oneri di sistema oramai superati, come quelli per la messa in sicurezza del nucleare o le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario, spostando sulla fiscalità generale gli altri, come gli incentivi alle fonti rinnovabili, che ora invece finiscono in fattura».
Per contrastare gli aumenti di luce e gas da qui a fine anno, il Governo ha messo in campo una serie di interventi che hanno limitato i rincari previsti in bolletta a causa dell’aumento delle materie prime sui mercati internazionali. Nonostante questo, gli utenti vedranno comunque aumentare le spese per le utenze, con l’incognita di quello che accadrà quando le misure tampone del Governo verranno meno a fine anno.
Tuttavia un aiuto tangibile per abbassare le bollette esiste ormai da qualche anno, e il cittadino che ne ha diritto non deve fare nulla per ottenerlo. Stiamo parlando dei cosiddetti “bonus sociali per il disagio economico”, ovvero una serie di sconti direttamente in bolletta destinati alle famiglie maggiormente in difficoltà. Di questi fanno parte: il bonus luce; il bonus gas; il bonus acqua.
Dal 2021 non è più necessario inoltrare la domanda presso il Comune o il Caf, tuttavia è obbligatorio presentare la Dsu (dichiarazione sostitutiva unica) per ottenere l’Isee. Infatti, l’Inps attraverso l’Isee riconosce se il nucleo familiare rientra in una delle condizioni di disagio economico appena viste e invia automaticamente i dati della famiglia al Sii (Sistema Informativo Integrato).
A tale proposito l’Adic Umbria, federata con Movimento Consumatori, e unitamente a quest’ultima, denuncia l’aumento delle tariffe di luce e gas pari al 40%, sottolineando, peraltro, che tale prezzo maggiorato avrà inevitabilmente delle ricadute sui prezzi al dettaglio e sulle tariffe, stimando un aumento complessivo di circa 1.300 euro annui a famiglia.
A livello locale Adic Umbria si prepara ad organizzare, insieme ad altre associazioni di consumatori, una protesta nazionale che potrebbe sfociare nello “sciopero dei consumi”, con i cittadini invitati a non fare acquisti per un giorno per protestare contro gli aumenti di prezzi e tariffe che rischiano di impoverire ulteriormente una consistente fetta di popolazione, già fortemente compromessa dall’emergenza Covid.
Adic Umbria, si rivolge alle Istituzioni regionali e locali affinché intervengano nei confronti del Governo Centrale, per chiedere l’annullamento degli aumenti, o quantomeno un sensibile taglio degli oneri di sistema che pesano per oltre il 10% sulle bollette degli italiani, in modo da assorbire gli aumenti, cancellando gli oneri impropri in bolletta.
Voucher e aiuti diretti per le famiglie, riduzione dell’Iva e spostamento fuori bolletta degli oneri per le rinnovabili. Sono queste alcune delle indicazioni del vademecum sui prezzi dell’energia stilato dalla Commissione europea per permettere agli Stati membri di tamponare l’emergenza del caro prezzi nell’immediato.
Il vademecum della Commissione europea conferma che la risposta a breve termine al caro energia la dovranno gestire gli Stati nel perimetro delle regole Ue. Ma Bruxelles è consapevole delle conseguenze più vaste che la crisi potrebbe avere sui rapporti con i Paesi vicini, da cui dipende per le forniture di gas e petrolio, e sul piano interno, ovvero sul Green Deal.
Sul primo fronte, alle porte dell’inverno, preoccupa soprattutto il gas. La Commissione ha annunciato un’indagine su eventuali comportamenti anti-competitivi nel mercato e vigila su eventuali speculazioni nell’Ets, di cui comunque a oggi non c’è traccia.
Gazprom ha “offerto poca o nessuna capacità extra per allentare la pressione sul mercato del gas dell’Ue”, ha detto la commissaria Ue per l’Energia Kadri Simson. “La Russia ha aumentato le forniture del 15%”, ha risposto il presidente russo Vladimir Putin, ed è “pronta ad aumentarle ancora, se ce lo chiederanno”. Il presidente russo ha anche spiegato che Gazprom è interessata a contratti a lungo termine, che danno stabilità dando un “vantaggio a fornitore e consumatore”.

























