Alluvione, la Regione chiede lo stato di calamità: dieci i comuni interessati

La Regione dell’Umbria chiederà lo stato di calamità per i territori umbri colpiti dall’alluvione. La notizia è stata diffusa dall’assessore regionale alla protezione civile Enrico Melasecche. Gli uffici regionali stanno raccogliendo tutte le segnalazioni di danni e degli interventi effettuati in questi giorni nelle operazioni di emergenza che andranno a comporre la Relazione che sarà inviata al Dipartimento nazionale della Protezione Civile.

L’assessore Melasecche nella giornata di mercoledì 21 settembre ha avuto un colloquio telefonico con il Capo della Protezione Civile, Curcio, per informarlo sulla situazione e sullo stato degli interventi effettuati fino ad oggi. Sono dieci i comuni che, al momento, hanno fatto pervenire le proprie segnalazioni alla Regione e più precisamente Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Gubbio, Costacciaro, Montone, Città di Castello, Sigillo, Monte Santa Maria tiberina, Nocera Umbra e Gualdo Tadino.

Nella Relazione che sarà inviata il 22 settembre – sottolinea una nota dell’assessorato regionale alla protezione civile – saranno presi in considerazione tutti gli interventi di emergenza effettuati in questi giorni. I necessari interventi strutturali per ridurre al massimo il rischio idrogeologico saranno invece definiti successivamente, tenendo conto anche delle risorse finanziarie che l’Umbria potrà avere a disposizione.

Gli uffici della Protezione Civile regionale continuano comunque a raccogliere tutte le segnalazioni che giungono dai territori colpiti, anche quelle di singole imprese e cittadini. Queste segnalazioni vengono successivamente inoltrate agli Enti ed agli Uffici competenti.

Proseguono anche le attività della Colonna Mobile della Protezione Civile umbra, che da giorni sta operando a Senigallia, irrobustita anche dalla partecipazione dei volontari di Foligno e di Monteleone di Orvieto che si sono aggiunti alle squadre già presenti. A tutti è giunto il ringraziamento della Regione per la preziosa attività che stanno svolgendo a favore della popolazione colpita.