A Foligno presentazione del libro di Giorgio Raggi “Socrate, XXI secolo”

Sabato 12 novembre, ore 17, presso l’Oratorio del Crocifisso

di Riccardo Regi

Sarà presentato sabato 12 novembre alle ore 17 all’Oratorio del Crocifisso a Foligno il libro “Socrate, XXI secolo”. Ad averlo scritto, tra l’altro, è uno dei sindaci che ha maggiormente inciso nella storia recente della città e non solo: Giorgio Raggi. L’altra premessa è che l’opera è il frutto della seconda laurea presa a 70 anni in Filosofia dall’ex presidente di Coop Centro Italia dopo quella, in gioventù, in Scienze.

Giorgio Raggi

L’urgenza che ha avvertito Raggi è stata quella di tradurre questi suoi recenti studi in un libro che di fatto somma contenuti e stile letterario in un connotato essenziale: l’urgenza. Concetto che la filosofia adotta quando si ripropongono le difficoltà implicite in ogni logica oggettivistica. Pertanto da ridefinire. Questo è il tentativo di Raggi che sfocia in una sollecitazione.-provocazione al nostro tempo, alla nostra politica, ai suoi rappresentanti ma, come la filosofia impone, prima di tutto a noi stessi.

Editato da Globalpress Edizioni di Luigi Piccolo, la narrazione del libro in gran parte frutto della tesi di laurea, si sviluppa attraverso la formula, più correttamente il metodo, del dialogo che in Socrate deve trovare una sintesi comune. Ciò, spiega Raggi, nella convinzione che la filosofia non risolve i problemi, non fornisce soluzioni definitive ma richiede impegno teorico e pratico per “assecondare il risveglio”. Per arrivare a questo, Raggi fa viaggiare Socrate in un tunnel spazio-temporale, wormhole, destinazione primaria Greenwich, per portarlo a conoscenza di ciò che è accaduto nel frattempo all’Uomo e alla Storia.

Geniale e sufficientemente provocatoria la scelta della “guida”: il Virgilio di turno è infatti Greta Thunberg. Emblematico quanto filosoficamente funzionale l’elenco degli interlocutori protagonisti di botta e risposta brevi, incalzanti, ficcanti ed esaurienti. Per la parte, la prima che apre il libro, in cui Socrate deve essere aggiornato sui progressi della scienza e della filosofia della scienza, troviamo Stephen Hawking. Questo non solo per la sua teoria riguardo i buchi neri, quanto per la riflessione contenuta nei testi “Un senso per l’Universo” e “Le mie risposte alle grandi domande” in cui emerge la frattura tra il progredire del sapere scientifico e quello filosofico; indicando proprio nella filosofia lo strumento divulgativo ed esplicativo essenziale delle nuove teorie scientifiche.

A Hawking si aggiunge David Deutsh, pioniere dei computer quantistici; “La trama della realtà” e “L’inizio dell’Infinito” i testi da cui Raggi trae spunto per dare vita al dialogo. E’ poi la volta di Karl Popper che ci fa entrare, anche se non solo, nell’ambito della filosofia politica che compiutamente viene affrontata da Raggi nel secondo capitolo quando incontra, grazie a Greta che gli preannuncia quello che sarà il suo famoso discorso all’Onu, politologo Usa autore del saggio “La fine della storia e l’ultimo uomo”. Poi ecco Francis Fukuyama, Noam Chomsky, linguista, teorico della comunicazione, attivista politico americano; quindi Zygmunt Bauman, sociologo, filosofo e accademico polacco. L’auspicio è quello di una politica non più del lamento ma capace di prefigurare nuovi orizzonti riferendosi e riconnettendosi alla filosofia in una logica di reciprocità.

Terzo capitolo del viaggio è la Silicon Valley dove prende vita l’incontro con Shoshana Zuboff, esperta in psicologia sociale e docente ad Harvard che sposta il confine all’era digitale, all’algoritmo, alla telematica perché “non si può cambiare il mondo senza conoscere a fondo i meccanismi del funzionamento”.

Nelle conclusioni Raggi ci descrive Socrate che sosta nei protiri, sulle soglie di tanti interrogativi. “E’ una scelta – si legge – per lasciare noi nella sua stessa situazione. A pensare, a interrogarci sulla necessità della tensione del dover essere della filosofia (…). E’ tempo di riavviare il sistema, è il tempo del risveglio. A questo pensa il nostro Socrate nei protiri del XXI secolo”.
SocRaggi” tafano, dunque, che punzecchia, infastidisce fino a pretendere una reazione a una lettura arricchente in questo che qualcuno definisce tempo sospeso ma che in realtà è in frenetico, drammatico, movimento.