Home Terni Terni, Gambini difende Bandecchi: «La sfiducia è una manovra di potere»

Terni, Gambini difende Bandecchi: «La sfiducia è una manovra di potere»

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La consigliera di Alternativa Popolare critica la raccolta firme dal notaio: «Un atto infame e vigliacco. I cittadini hanno scelto il sindaco, chi vuole farlo cadere presenti un progetto alternativo».

La crisi politica che attraversa il Comune di Terni continua ad alimentare il confronto tra le forze presenti in Consiglio comunale. Dopo la fuoriuscita di quattro consiglieri da Alternativa Popolare e la costituzione del gruppo “Per Terni”, a intervenire sulla prospettiva di una conclusione anticipata dell’amministrazione Bandecchi è Maria Elena Gambini, consigliera comunale di Alternativa Popolare, che contesta apertamente l’iniziativa della raccolta firme dal notaio per provocare la caduta del sindaco.

Una posizione espressa con toni particolarmente duri, attraverso una dichiarazione diffusa martedì 27 ottobre, nella quale Gambini accusa le forze politiche favorevoli alla sfiducia di perseguire obiettivi di potere senza indicare una proposta alternativa per il futuro della città.

«La raccolta di firme dal notaio promossa da destra e sinistra per interrompere il mandato del sindaco Bandecchi mostra il volto peggiore della politica: una politica senza contenuti, senza una proposta per Terni e pronta a giocare una partita di potere sulla pelle della città», afferma la consigliera.

La critica alle opposizioni: «Vogliono soltanto spodestare il sindaco»

Secondo Gambini, l’iniziativa politica contro Bandecchi non sarebbe accompagnata da un programma amministrativo capace di offrire ai ternani una prospettiva diversa rispetto all’attuale governo cittadino.

«È infame e vigliacco tentare di far cadere un’amministrazione senza avere il coraggio di presentarsi ai cittadini con un progetto alternativo. Non si spiega che cosa si vuole fare per Terni, non si indica una strada diversa: si punta soltanto a spodestare il sindaco».

La consigliera individua nella conquista del potere, piuttosto che nell’interesse della comunità, la motivazione dell’iniziativa. «Il fine sembra essere la conquista del potere per sé, non il bene della città», sostiene.

Parole che contribuiscono ad accentuare la contrapposizione politica in una fase segnata dal cambiamento degli equilibri consiliari e dalle iniziative per porre fine anticipatamente alla consiliatura.

«Il commissariamento non sarebbe un vantaggio per Terni»

Gambini affronta anche il tema delle conseguenze istituzionali che potrebbero derivare dalla caduta dell’amministrazione. Pur riconoscendo il diritto delle opposizioni a contestare le decisioni del primo cittadino, ritiene necessario che ogni iniziativa finalizzata a interrompere il mandato sia accompagnata da una proposta concreta.

«Si possono contestare le scelte di Bandecchi e non condividerle. Ma chi sostiene che questa esperienza debba finire ha il dovere di dire ai ternani che cosa propone e perché sarebbe meglio».

Per la consigliera, il ricorso alle firme dal notaio rischia di produrre un risultato dannoso per la città, aprendo la strada a una gestione commissariale del Comune.

«Le firme dal notaio non sono una soluzione: sono uno scacco matto politico, studiato per soddisfare chi lo promuove e destinato a lasciare Terni commissariata», dichiara Gambini, respingendo l’ipotesi che un commissariamento possa rappresentare una soluzione preferibile alla prosecuzione dell’attuale amministrazione.

«Anche se Bandecchi fosse il peggior sindaco di sempre – cosa che non penso e che non è – non ne conseguirebbe che un Comune commissariato starebbe meglio».

Il punto, secondo l’esponente di Alternativa Popolare, è la necessità di assicurare alla città una guida politica e amministrativa, evitando che le tensioni tra gli schieramenti si traducano in una paralisi istituzionale.

«La città ha bisogno di una guida e di un progetto, non di una resa dei conti tra chi aspira a occupare il potere», aggiunge.

Il richiamo al voto dei cittadini

Nella parte conclusiva della dichiarazione, Gambini richiama il risultato elettorale che ha portato Stefano Bandecchi alla guida del Comune, sostenendo che il mandato ricevuto dai cittadini debba essere rispettato fino alla sua naturale scadenza, in assenza di una proposta alternativa credibile.

«Il mandato è stato affidato dagli elettori. Se non si ha un’alternativa credibile da proporre, lo si rispetti e si attenda la fine della consigliatura».

La consigliera conclude ribadendo la propria interpretazione del confronto democratico: «La democrazia si misura con il confronto aperto e si onora rispettando il mandato che i cittadini hanno affidato e chi governa».

L’intervento di Gambini arriva dunque in un momento di forte instabilità per l’amministrazione ternana. La nascita del gruppo “Per Terni”, formato dai quattro ex consiglieri di Alternativa Popolare passati all’opposizione, ha modificato il quadro politico a Palazzo Spada, mentre resta aperta la questione delle firme necessarie per determinare la conclusione anticipata della consiliatura.

La difesa di Bandecchi da parte di Gambini conferma la contrapposizione tra chi sostiene la prosecuzione dell’esperienza amministrativa e chi ritiene necessario interromperla prima della scadenza naturale del mandato.