Creato a Capanne un piccolo nido appositamente per garantire assistenza e serenità al piccolo
Una storia umana e piacevole allo stesso tempo ha interessato detenuti ed operatori del carcere di Capanne,un bambino di meno di diciotto mesi vive attualmente all’interno del carcere, in Umbria, insieme alla madre detenuta, di etnia rom, che ha chiesto di poter restare accanto al figlio durante la detenzione.
Il piccolo è accudito non solo dalla madre, ed è coccolato e seguito con affetto dalle altre detenute e dal personale dell’istituto penitenziario.
A quanto trapela da alcune indiscrezioni, il bambino sarebbe nato da una relazione con un minorenne. Tuttavia, nel carcere è stato allestito un piccolo nido in cui il bambino riceve cure, assistenza e un ambiente il più possibile sereno, grazie anche alla collaborazione tra la madre, gli agenti di polizia penitenziaria e la direzione del carcere. Tutti si sarebbero affezionati al piccolo ospite.
Il Garante dei detenuti l’avvocato Giuseppe Caforio, ha commentato: «Il carcere non è il luogo ideale per la crescita di un bambino. Tuttavia, in questo caso, la costante attenzione della madre e il supporto della direzione garantiscono che il bambino non stia subendo disagi dal punto di vista affettivo e sociale.»

























