Nell’incidente stradale ha perso la vita una bimba di otto anni, il padre è ancora ricoverato in terapia intensiva
La tragedia che martedì ha strappato la vita a Taisir Manai, 8 anni, lungo la E45, assume ora un nuovo capitolo giudiziario. L’autista del tir che ha travolto la famiglia è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio stradale dalla Procura di Perugia.
La bambina viaggiava sull’auto della madre, insieme alla sorella di 14 anni, mentre il padre seguiva a bordo di un camper. Il veicolo si era fermato sulla corsia nord, all’altezza di Resina, nel territorio comunale di Perugia, a causa di un guasto. Sul posto era intervenuto un mezzo dell’Anas per garantire la sicurezza, con coni e un tecnico a segnalare il pericolo.
L’autista del tir, un uomo di 49 anni di Città di Castello, non ha evitato l’impatto, travolgendo prima il furgone dell’ente e poi la famiglia. La bambina è stata sbalzata nella scarpata ed è morta sul colpo. Il padre ha riportato gravi ferite ed è ricoverato in terapia intensiva, mentre la madre e la sorella hanno riportato ferite lievi.
Secondo le prime ricostruzioni, il conducente del mezzo pesante non ha visto il tecnico e i coni: non è risultato positivo all’alcoltest e avrebbe dichiarato di non ricordare nulla dell’incidente. Il suo cellulare è stato sequestrato per accertamenti.
La Procura ha già disposto la restituzione della salma ai genitori, senza effettuare l’autopsia, ritenendola non necessaria per le indagini in corso.
La comunità di San Biagio di Argenta, in provincia di Ferrara, dove viveva la piccola con la sua famiglia, resta sotto choc e si prepara a ricordare Taisir con un minuto di silenzio nelle scuole.















