Tagli al Trasporto pubblico: domani sindacati in piazza a Perugia

Adesioni al presidio da Camera del Lavoro e categorie: “La Regione va contro gli interessi dei cittadini”

(ph. Jen)

Domani, venerdì 5 agosto, è il giorno della protesta contro i tagli al Tpl decisi dalla Regione Umbria. Al sit-in organizzato in piazza Italia a Perugia da Filt Cgil e Faisa Cisal (ore 9.00) aderisce anche la Camera del Lavoro: “Saremo in piazza al fianco dei lavoratori dei trasporti per difendere il diritto alla mobilità delle cittadine e dei cittadini – afferma Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia – È del tutto inaccettabile che, in un momento di enorme difficoltà economica per le famiglie, con i costi energetici alle stelle, si taglino le corse degli autobus, costringendo, chi può, all’uso del mezzo privato, in barba a qualsiasi strategia di sviluppo sostenibile e di rispetto dell’ambiente. Ci sono poi intere zone della nostra provincia che rischiano di cadere in un ulteriore isolamento con questa politica scellerata di tagli, quando avremmo bisogno di più e non meno trasporto pubblico. Non si capisce – conclude Pampanelli – quali interessi questo governo regionale intenda tutelare, sicuramente non quelli dei cittadini e delle fasce più deboli della popolazione, con una visione politica che non garantisce la tenuta sociale ed economica della regione”.

Solidarietà e adesione alla mobilitazione in difesa del trasporto pubblico arriva anche dal sindacato pensionati, lo Spi Cgil: “Domani saremo in piazza insieme ai lavoratori autoferrotranvieri che hanno deciso di lottare contro i tagli selvaggi al trasporto pubblico locale e contro la privatizzazione del settore – afferma Mario Bravi, segretario generale dello Spi Cgil di Perugia – Questa logica di taglio ai servizi di trasporto locale colpisce non solo i lavoratori, ai quali esprimiamo la nostra totale solidarietà, ma anche i cittadini, soprattutto i più fragili e i meno abbienti”. Per lo Spi Cgil in una regione a bassa antropizzazione, tagliare i servizi nelle zone interne e periferiche significa “negare ai cittadini il diritto alla mobilità”. “Gli anziani poi verrebbero colpiti 2 volte – insiste Bravi – la prima con le liste d’attesa infinite nella sanità che costringono le persone a muoversi per decine e decine di km, la seconda cancellando il servizio pubblico di trasporto”.

E a proposito di sanità: anche dal sindacato dei lavoratori pubblici, la Fp Cgil, arriva una piena adesione alla mobilitazione sui trasporti. “Il taglio consistente ai trasporti è un taglio ai diritti dei cittadini, lavoratori, pensionati, studenti: è inaccettabile – afferma Stefano Lupini, segretario generale della Fp Cgil di Perugia – Tagliare i trasporti, infatti, significa mettere i cittadini nella condizione di non poter beneficiare e fruire di altri servizi alla persona, siano essi pubblici (scuola, ospedale, medico di famiglia, uffici della pubblica amministrazione), o privati (socialità, sport, cura della persona, farmacie, etc.)”. “Ci dimentichiamo che nella storia, ma anche oggi, lo sviluppo e il sentirsi parte di un contesto sociale, passa attraverso la viabilità e con essa i servizi di trasporto pubblici – conclude Lupini – È l’ennesima cieca logica del profitto, per cui se non ne produci sei un ramo secco da tagliare, ma il prezzo di questi tagli lo pagano i cittadini umbri, non chi viaggia in auto blu”.