nazionalità degli indagati accende il dibattito politico
La nuova direttiva della Procura Generale divide il dibattito. Il deputato della Lega Riccardo Marchetti annuncia un’interrogazione al Governo: “Così si limita la trasparenza dell’informazione”.
Una direttiva della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Perugia è destinata ad aprire un acceso confronto sul delicato equilibrio tra diritto all’informazione, tutela della presunzione di innocenza e trasparenza della comunicazione istituzionale. La disposizione prevede che, salvo casi eccezionali motivati da un rilevante interesse pubblico, nei comunicati stampa degli uffici requirenti non venga indicata la nazionalità delle persone indagate. Una scelta che ha immediatamente suscitato reazioni nel mondo politico.
Tra i primi a intervenire è stato il deputato e segretario regionale della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, che ha definito la decisione “un grave errore” annunciando la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia per chiedere chiarimenti sulle ragioni che hanno portato all’adozione della nuova direttiva.

Secondo il parlamentare, pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, la scelta rischierebbe di ridurre la completezza dell’informazione istituzionale su un tema particolarmente sensibile come quello della sicurezza. “La presunzione di innocenza è un principio costituzionale che nessuno mette in discussione e che deve essere garantito a chiunque – afferma Marchetti –. Ma qui non si parla di attribuire responsabilità penali. Si parla del diritto dei cittadini a ricevere un’informazione completa. La nazionalità è un dato oggettivo e la sua sistematica omissione non cambia la realtà dei fatti, ma limita le informazioni contenute nei comunicati ufficiali”.
Nel suo intervento il deputato richiama anche dati relativi alla criminalità e alla popolazione detenuta, sostenendo che fenomeni complessi dovrebbero essere affrontati attraverso un’informazione trasparente e non mediante l’eliminazione di alcuni elementi dai comunicati delle procure.
Marchetti precisa tuttavia che la sua posizione non vuole alimentare alcuna forma di generalizzazione nei confronti dei cittadini stranieri.




























