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Montefalco, minacce di morte per avere del denaro: arrestato 43enne

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Un 61enne denuncia le intimidazioni ai Carabinieri, che organizzano un appostamento. L’uomoviene sorpreso mentre preleva la busta dalla cassetta postale di casa

Pretendeva 400 euro in contanti da un uomo di 61 anni, che avrebbe minacciato ripetutamente di morte e di violenza fisica. Un 43enne, già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza dai Carabinieri con l’accusa di estorsione. A incastrarlo è stato un servizio di osservazione predisposto dai militari, che lo hanno sorpreso mentre ritirava il denaro richiesto alla vittima.

La vicenda è emersa quando il 61enne, esasperato dalle continue intimidazioni, ha deciso di rivolgersi alla Stazione Carabinieri di Montefalco. Ai militari ha raccontato di essere da tempo bersaglio di minacce e di aver ricevuto una precisa richiesta: consegnare 400 euro in contanti, lasciandoli nella cassetta postale dell’abitazione del 43enne entro un orario stabilito.

La denuncia ha fatto scattare immediatamente gli accertamenti. I Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Foligno, affiancati dai colleghi della Stazione di Montefalco, hanno organizzato un appostamento nei pressi dell’immobile dove sarebbe dovuta avvenire la consegna.

All’orario indicato, il 61enne ha depositato la busta contenente il denaro nella cassetta postale. I militari, appostati nelle vicinanze, hanno seguito i movimenti del 43enne, che è uscito dall’abitazione, ha recuperato la busta ed è rientrato all’interno.

L’intervento dei Carabinieri è scattato subito dopo il ritiro del denaro. L’uomo è stato bloccato e i 400 euro sono stati recuperati e restituiti integralmente alla vittima.

Conclusi gli accertamenti, il 43enne è stato arrestato e, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Spoleto, trasferito nella Casa Circondariale della città, dove è stato condotto in attesa dell’udienza di convalida.

Le indagini sono coordinate dalla Procura di Spoleto. Il procedimento è ancora nella fase preliminare e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata nelle successive fasi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.