Dirigenti dell’ospedale di Perugia effettuavano proroghe milionarie anziché promuovere l’appalto di gara

Firmavano una proroga invece che andare a una nuova gara d’appalto, consiste in questo l’indagine ed il processo per danno erariale in corso di verifica nei confronti di alcuni dirigenti. Nell’indagine della guardia di finanza il danno sarebbe quantificato intorno ai 6 milioni di euro (è tutto da dimostrare).

Nell’operazione lenzuola d’oro sarebbero coinvolti 9 persone tra dirigenti e funzionari della sanità regionale. Secondo gli investigatori e la procura contabile, le proroghe avrebbero procurato un danno di 6 milioni di euro all’ente, determinato come differenza tra il costo delle prestazioni fatturate dal precedente aggiudicatario e il costo delle stesse prestazioni praticato dal nuovo aggiudicatario, appalti di noleggio e pulizie assegnati nel 2010 e prorogati due volte e poi negli anni 2017-2018.

I pm Paolo Abbritti e Mario Formisano

A Marzo la procura contabile sotto l’egida di Rosa Francaviglia aveva citato in giudizio alcuni dirigenti pubblici chiedendo la condanna al risarcimento ed inviando una comunicazione alla azienda ospedaliera e alla Asl1 . Mercoledì 22 giugno si svolgerà l’udienza nei confronti dei due Enti coinvolti.

La maxi inchiesta coordinata dai sostituti procuratori Mario Formisano e Paolo Abbritti si pone l’obiettivo di verificare i reati e la presunta mala gestione della sanità regionale dove i dirigenti avrebbero sprecato, o regalato, milioni e milioni di euro di fondi pubblici ad aziende terze, senza dare seguito agli appalti di gara ( da verificare).
In particolare l’inchiesta, divenuta processo, verte sulle proroghe determinate tra il 2017 e 2018 delle gare per pulizie, forniture di materiale ospedaliero e materiale tecnologico in cambio di – presunte – promesse di assunzione dei parenti o di persone raccomandati da qualche dirigente.