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Legge sulla cultura, attacco della Lega: “Testo bocciato da esperti e uffici tecnici”

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Donatella Tesei, Enrico Melasecche

Melasecche e Tesei criticano la riforma di Bori: “Rischi di incostituzionalità e gravi carenze tecniche. Va completamente riscritta”

Duro affondo dei consiglieri regionali della Lega Umbria, Enrico Melasecche e Donatella Tesei, contro la proposta di legge regionale in materia di cultura e imprese culturali e creative. Secondo i due esponenti dell’opposizione, il provvedimento annunciato dall’assessore regionale alla Cultura, Bori, si sarebbe rivelato “un clamoroso flop” sotto il profilo tecnico, giuridico e normativo.

Melasecche e Tesei parlano di una bocciatura che non arriverebbe solo dal fronte politico, ma anche da “esperti di livello nazionale e dagli stessi uffici legislativi dell’Assemblea regionale”, che avrebbero sollevato rilievi significativi, arrivando a ipotizzare anche profili di illegittimità costituzionale. Nel mirino anche la presentazione ufficiale della legge, organizzata a San Francesco al Prato e costata – secondo quanto riferito – circa 20mila euro di fondi pubblici.

Le criticità del testo sarebbero emerse anche durante l’esame in Terza Commissione, dove – ricordano i consiglieri leghisti – l’esperto di diritto del patrimonio culturale Giuseppe Severini, già presidente di sezione del Consiglio di Stato, avrebbe evidenziato numerosi punti problematici. Tra questi, l’impostazione di un regime uniforme tra musei pubblici e privati, ritenuta “anacronistica” e non in linea con la normativa nazionale, oltre alla presenza di articoli giudicati privi di reale contenuto giuridico, definizioni incomplete e richiami a strumenti internazionali senza adeguato fondamento nel contesto italiano.

Secondo Melasecche e Tesei, il testo presenterebbe “numerose lacune” tali da esporre la Regione a possibili impugnative e contenziosi. A rafforzare queste perplessità contribuirebbero anche le osservazioni degli uffici tecnici regionali, che avrebbero segnalato problemi di chiarezza, coerenza normativa e tecnica legislativa, indicando la necessità di una revisione profonda del provvedimento.

I due consiglieri puntano poi il dito contro l’impostazione politica dell’iniziativa, definendola “più orientata alla propaganda che a rispondere alle reali esigenze del settore culturale”. Nel comunicato viene inoltre richiamata una precedente manovra fiscale da 184 milioni, attribuita allo stesso assessore Bori, giudicata anch’essa priva di adeguata impostazione tecnica.

“È evidente – affermano – che ci troviamo di fronte a un provvedimento costruito per finalità di immagine, dopo aver alimentato aspettative tra associazioni, imprese e cittadini”. Da qui la richiesta netta: riscrivere completamente il testo, coinvolgendo competenze adeguate e restituendo “serietà” a un ambito ritenuto strategico per la regione.

“La cultura – concludono Melasecche e Tesei – merita politiche solide, chiare e rispettose delle norme, non operazioni di facciata utili solo alla campagna elettorale dell’assessore, avviata con anticipo e con costi a carico dei cittadini”.