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Terni, l’ex BIC può diventare un polo per imprese e innovazione energetica

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Invimit SGR e RSE avviano la collaborazione per recuperare e valorizzare la struttura di Sabbione. Franco Cotana: «Vogliamo creare le condizioni per generare innovazione, impresa e sviluppo»

Un nuovo futuro per l’ex BIC di Terni, con l’obiettivo di trasformare la struttura in un centro capace di ospitare startup, attività di ricerca e progetti legati alla transizione energetica. È questa la prospettiva emersa dall’incontro promosso da Invimit SGR e Ricerca sul Sistema Energetico (RSE), che ha segnato l’avvio operativo della collaborazione tra le due società per la valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico.

L’appuntamento, svoltosi venerdì 30 ottobre, ha riunito rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, dell’Università degli Studi di Perugia e delle principali associazioni imprenditoriali. Al centro del confronto le opportunità di recupero dell’ex incubatore di imprese e la possibilità di favorire nuovi investimenti in un territorio caratterizzato da una lunga tradizione industriale.

L’iniziativa rappresenta il primo passo concreto nell’attuazione del protocollo sottoscritto lo scorso giugno tra Invimit SGR e RSE, con l’intento di mettere in relazione il patrimonio immobiliare pubblico con le esigenze della ricerca scientifica e dello sviluppo economico.

Dall’incubatore di imprese a un possibile centro per la transizione energetica

L’ex BIC, acronimo di Business Innovation Centre, si trova in Strada delle Campore, nell’area industriale di Sabbione. Nato nel 1996 su iniziativa della Provincia e del Comune di Terni, è entrato in funzione nel 1997 come primo incubatore di imprese dell’Umbria.

La struttura era stata concepita per accompagnare la nascita di nuove attività produttive e favorire la diversificazione dell’economia ternana, storicamente legata ai settori siderurgico e chimico. Successivamente inserita nel sistema degli incubatori gestiti da Sviluppumbria, torna oggi al centro di un percorso di valorizzazione.

L’ipotesi è quella di recuperare gli spazi per accogliere iniziative imprenditoriali innovative, favorendo l’incontro tra competenze scientifiche, imprese e istituzioni. Una prospettiva che potrebbe contribuire a rafforzare il ruolo di Terni nei settori delle tecnologie energetiche e della sostenibilità ambientale.

Franco Cotana: «L’ex BIC ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento»

Tra i protagonisti dell’incontro il professor Franco Cotana, docente dell’Università degli Studi di Perugia e amministratore delegato di RSE, che ha evidenziato il valore dell’iniziativa per il sistema produttivo e scientifico regionale.

«Restituire nuova vita a un immobile pubblico significa non soltanto recuperare uno spazio, ma creare le condizioni per generare innovazione, impresa e sviluppo. L’ex BIC di Terni ha tutte le potenzialità per diventare un punto di riferimento per startup, ricercatori e aziende impegnati nella transizione energetica e nella sostenibilità».

Cotana ha spiegato che RSE intende contribuire al progetto mettendo a disposizione le proprie competenze scientifiche e tecnologiche, con particolare attenzione al collegamento tra università, mondo imprenditoriale e istituzioni.

«Attraverso l’accordo con Invimit SGR, RSE metterà le proprie competenze al servizio del territorio, favorendo il dialogo tra il mondo tecnico-scientifico e universitario, le istituzioni e le imprese, accompagnando progettualità ad alto valore tecnologico nella transizione energetico-ambientale».

Il possibile rilancio dell’ex BIC si inserisce quindi in una strategia che punta a utilizzare la ricerca come strumento per favorire nuove opportunità imprenditoriali e sostenere l’innovazione delle attività produttive.

Da destra: Franco Cotana, amministratore delegato di RSE; Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit SGR; Michela Sciurpa, componente del Consiglio di amministrazione di Invimit SGR, e Antonio Mosca, moderatore dell’incontro.

Invimit punta sulla valorizzazione del patrimonio pubblico

Per Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit SGR, il recupero degli immobili pubblici deve accompagnarsi alla capacità di creare nuove attività economiche e coinvolgere soggetti interessati a investire nel territorio.

«Dobbiamo portare all’interno degli immobili la vita. Il primo obiettivo è quello di valorizzare la grande eredità industriale che non deve essere persa di questo territorio».

Scalera ha richiamato l’importanza di costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, università e imprese, sottolineando che gli investimenti pubblici devono rappresentare l’avvio di processi capaci di proseguire grazie al coinvolgimento di altri operatori.

«Quello che vogliamo fare a Terni con l’ex BIC deve essere sostenibile e importante per il territorio», ha evidenziato l’amministratore delegato.

Nel corso dell’iniziativa è stato affrontato anche il ruolo del Secondo Pilastro del Piano Casa, attraverso il quale Invimit SGR può contribuire alla promozione di interventi di rigenerazione immobiliare e alla costruzione di nuove opportunità di investimento.

Sciurpa: «A Terni una sfida ancora più grande»

Ad aprire i lavori è stata Michela Sciurpa, componente del Consiglio di amministrazione di Invimit SGR, che ha ricordato i risultati già ottenuti in Umbria attraverso il progetto REgenera.

In particolare, Sciurpa ha fatto riferimento alla trasformazione, in corso a Perugia, di un edificio rimasto inutilizzato per oltre vent’anni e destinato a diventare uno studentato.

«Qui a Terni la sfida è ancora più grande: utilizzare il patrimonio pubblico come leva di sviluppo economico, sollecitare nuove opportunità e progettualità», ha dichiarato.

L’obiettivo è costruire un percorso condiviso, coinvolgendo i soggetti pubblici e privati interessati a contribuire al recupero dell’ex BIC e alla definizione di nuove funzioni per la struttura.

Mauro Marini, responsabile del coordinamento dei progetti e dei servizi operativi di Sviluppumbria.

Il coinvolgimento di Regione, Comune, università e associazioni

All’incontro hanno preso parte anche Francesco De Rebotti, assessore regionale allo Sviluppo economico, e Sergio Cardinali, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni.

Il mondo universitario era rappresentato da Emidio Albertini, delegato del rettore dell’Università degli Studi di Perugia per l’innovazione, mentre per Sviluppumbria è intervenuto Mauro Marini, responsabile del coordinamento dei progetti e dei servizi operativi.

Presenti inoltre rappresentanti regionali di CNA Costruzioni, Confcooperative, Confartigianato Imprese, Legacoop, Federalberghi e Confindustria.

La partecipazione di istituzioni e associazioni economiche ha consentito di avviare un confronto sulle possibili destinazioni della struttura e sulle condizioni necessarie per attrarre nuovi progetti imprenditoriali.

Per l’ex BIC di Terni si apre dunque una fase di valutazione e sviluppo delle opportunità individuate. Il percorso dovrà ora tradursi in proposte operative, con la definizione degli interventi necessari, delle risorse finanziarie e dei soggetti interessati a partecipare.

A quasi trent’anni dalla nascita come incubatore di imprese, la struttura potrebbe tornare a essere uno strumento di sviluppo per l’economia ternana, questa volta con una particolare attenzione alle tecnologie energetiche, alla sostenibilità e alla collaborazione tra ricerca e industria.