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Roma – Il partito unico colpisce ancora?

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Di Ciuenlai – Che Marino venga sfiduciato in aula o con le dimissioni di 25 consiglieri tra Pd e forze di opposizione di destra, cambia poco.

La vicenda, infatti, è un’ulteriore riprova del fatto che in Italia, escluso il Ms5, esiste un “partito unico”. Quando serve, quando le posizioni i sistemi e i privilegi vengono minacciati, si ricompatta e agisce come fosse un soggetto unitario. Nascono da qui le larghe intese, gli “aiutini parlamentari al momento giusto e cose, come questa di Roma. Un partito che, si muove a seconda delle convenienze.

Un partito unico, che, per ottenere i suoi scopi, alle elezioni presenta più liste, perchè, per diventare monopolisti, o quasi, come nel commercio, bisogna differenziare l’offerta. Una lista un po’ più a sinistra, una più a destra, una al centro che guarda a sinistra e una al centro che guarda a destra, una lista populista ecc. tutte unite da un unico obiettivo : la gestione della cosa pubblica e dei sistemi di poteri centrali e locali.

E quando, come a Roma, si chiede aiuto ai presunti oppositori per mandare a casa il Sindaco che hai candidato e fatto eleggere, ti accorgi che i capisaldi della democrazia cominciano a tremare e di brutto. Per questo combattere il Pd e la galassia che gli sta intorno, diventa oggi il primo obiettivo, direi un imperativo, non solo di quelli realmente di sinistra, ma di tutti i veri democratici di questo paese. Sta diventando una emergenza.

Per questo Minoranza e cattolici del Pd, Sel ed affini, se non vogliono continuare ad essere complici di questa strisciante dittatura, debbono rompere gli indugi. Continuare a stare nella terra di mezzo è come partecipare alla realizzazione di questo disegno antidemocratico.

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