Aborto farmacologico, Radicaliperugia: ritiro immediato della delibera Tesei-Pillon

Giovedì 25 giugno presidio di fronte al Consiglio regionale dell’Umbria

Andrea Maori (Radicaliperugia)

“La giunta Tesei-Pillon – si legge in una nota di Radicaliperugia – ha abrogato la delibera della passata giunta regionale (DGR1417 del 4 dicembre 2018) che prevedeva la metodica farmacologica per l’interruzione volontaria di gravidanza in regime domiciliare-assistenziale. La giunta Tesei-Pillon ha ridotto con un colpo di spugna la possibilità, pur minima, di utilizzare una metodica alternativa alla pratica chirurgica. Si tratta di un passo indietro molto grave, che renderà ancora più difficile la pratica dell’Interruzione volontaria di gravidanza perché costringerà le donne al solito iter burocratico umiliante tra obiettori di coscienza e difficoltà di ogni genere”.

“La delibera della giunta Tesei-Pillon – continua la nota – ha cancellato il piccolo spiraglio che si era aperto nel 2018 con una timidissima delibera della precedente giunta Marini dopo 8 anni di silenzio sulle linee guida nazionali senza però adeguare i servizi pubblici lasciando ancora una volta le donne sole. Perché l’IVG medica in Umbria è ancora una corsa ad ostacoli. Solo nel 2019 è stato ottenuto che almeno un ospedale nella provincia di Perugia (Pantalla e poi dopo il COVID ad Umbertide) e 2 nella provincia di Terni (Orvieto e Narni) che mettessero in atto la procedura di IVG farmacologica lasciando fuori Perugia e Terni”.

“I consultori nella regione – concludono i Radicaliperugia – sono ridotti al lumicino e la contraccezione è tutta a pagamento mentre, con i soldi di 3 giorni di ricovero si spende 5 volte di più che con il day hospital. Questa è la misera eredità della giunta Marini che la giunta Tesei/Pillon vuole ridimensionare sulla pelle delle donne”.

Per radicaliperugia.org

Annarita Fiorini Granieri

Andrea Maori