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Zes Umbria, investimenti e lavoro: la sfida per trasformare l’opportunità in sviluppo reale

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Giorgio Mencaroni

A Perugia confronto tra istituzioni e imprese: semplificazione, tempi certi e occupazione al centro del dibattito sulla Zona economica speciale

La Zes entra nel vivo anche in Umbria e lo fa con un obiettivo chiaro: trasformare una misura tecnica in un motore concreto di sviluppo economico, investimenti e lavoro. È questo il messaggio emerso dal convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e Camera di Commercio dell’Umbria, che si è svolto il 23 aprile 2026 al Centro congressi dell’ente camerale.

Una sala gremita e un confronto serrato hanno confermato come il tema della Zona economica speciale sia ormai centrale nell’agenda economica regionale, soprattutto per un territorio caratterizzato da una forte presenza di piccole e medie imprese.

Zes Umbria: opportunità per le Pmi e sviluppo del territorio

Al centro del dibattito, il ruolo della Zes come leva per rilanciare il tessuto produttivo locale, puntando su semplificazione amministrativa, attrazione di investimenti e creazione di nuova occupazione.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha richiamato il valore del confronto tra istituzioni e sistema produttivo: “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per evitare la polverizzazione degli interventi”.

Spazio poi all’intervento del segretario generale della Cisl Umbria, Angelo Manzotti: “La Zes è uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo. La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”.

Angelo Manzotti

Il confronto, seguito con grande attenzione dal pubblico, ha visto anche gli interventi dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria: Mauro Orsini (Confapi), Paola Roscini (Confindustria), Paola Sorbi (CNA), Gian Marco Scopertini (Confartigianato), Simone Fittuccia (Confcommercio), Danilo Valenti (Legacoop), Carlo Di Somma (Confcooperative) e Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria, con la moderazione di Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i lavori è stato inoltre effettuato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes.

Semplificazione e tempi certi: le richieste delle imprese

Uno dei temi chiave emersi dal confronto riguarda la necessità di snellire la burocrazia. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una “fase nuova”, invitando istituzioni e imprese a cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes.

“Basta parlare di Zes a macchia di leopardo”, ha dichiarato, sottolineando che si tratta di “uno strumento fondamentale”. Il passaggio più incisivo riguarda la semplificazione amministrativa, necessaria per togliere “le manette” alle imprese, alle partite Iva e agli innovatori. Tra le priorità indicate anche la certezza dei tempi, l’accompagnamento agli investimenti e l’estensione dei benefici potenzialmente a tutti i 92 Comuni umbri, con un lavoro già avviato sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.

Infrastrutture e connessioni: il nodo strategico

Nel dibattito è emersa anche la questione infrastrutturale. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha richiamato la necessità di rafforzare i collegamenti: “Serve anche in Umbria un ponte: il ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”.

Un passaggio che evidenzia come, senza una rete infrastrutturale adeguata, anche strumenti strategici come la Zes rischino di perdere efficacia.

Luigi Sbarra

Investimenti e occupazione: i numeri della Zes

A chiudere il confronto è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Luigi Sbarra, che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche in una strategia nazionale: “Passaggio strategico per creare condizioni di maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”.

Sbarra ha ricordato che l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per rilanciare investimenti, Pil, occupazione ed export, citando anche i dati: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026 conferma il trend: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila nuovi posti di lavoro”.

Un’occasione da non perdere per l’Umbria

Il convegno di Perugia ha lasciato un messaggio chiaro: la Zes non può restare una sigla o un annuncio. Deve tradursi in velocità amministrativa, investimenti concreti e occupazione qualificata.

Per l’Umbria si apre ora una fase decisiva: trasformare questa opportunità in risultati tangibili, capaci di rafforzare il sistema produttivo e attrarre nuove energie. L’occasione c’è, ma la sfida è farla funzionare davvero.