Home Attualità Violenza su donne e minori, in Umbria arriva il Codice Rosa

Violenza su donne e minori, in Umbria arriva il Codice Rosa

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La Regione approva il nuovo protocollo per i Pronto Soccorso: spazi protetti, équipe specializzate e assistenza anche dopo le dimissioni

Un percorso protetto che parte dal Pronto Soccorso e prosegue sul territorio, con procedure uguali in tutta l’Umbria. La Regione ha approvato per la prima volta il Codice Rosa, il protocollo dedicato all’accoglienza e alla presa in carico di donne e minori vittime di violenza.

Il nuovo modello è stato presentato lunedì 31 agosto a Palazzo Donini e punta a superare le differenze finora presenti nei percorsi assistenziali, creando una rete stabile tra strutture sanitarie, consultori, Centri Antiviolenza, Forze dell’Ordine e Autorità giudiziaria.

Alla presentazione hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessora alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione Simona Meloni, la presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, il direttore del Pronto Soccorso dell’ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso e il direttore sanitario dell’Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro.

Il percorso parte dal triage

Il Codice Rosa può essere attivato già al momento del triage. La vittima viene accompagnata in una “Stanza Rosa”, un ambiente riservato nel quale ricevere assistenza e raccontare quanto accaduto in condizioni di maggiore tutela e sicurezza.

A occuparsi della presa in carico è un’équipe multidisciplinare. Il protocollo prevede, quando necessario, anche il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica.

Uno degli obiettivi è evitare che la vittima sia costretta a ripercorrere più volte la propria esperienza davanti a operatori differenti, garantendo allo stesso tempo le cure sanitarie e gli adempimenti medico-legali necessari.

«Vogliamo assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto», ha spiegato la presidente Proietti, sottolineando come il nuovo sistema debba assicurare «un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale della regione».

Una rete tra ospedali e territorio

Il Codice Rosa non termina con l’uscita dall’ospedale. Il protocollo stabilisce infatti un collegamento strutturato con consultori familiari e Centri Antiviolenza, che dovranno garantire un primo contatto con la donna entro 72 ore dalle dimissioni.

La rete coinvolge Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno.

«La dimissione dal Pronto Soccorso non conclude il percorso», ha evidenziato Nicastro, richiamando la necessità di garantire continuità nell’assistenza e di evitare che la donna debba orientarsi da sola tra servizi differenti.

Secondo Donetti, il nuovo modello consentirà invece di superare le differenze presenti sul territorio attraverso procedure omogenee, personale formato ed équipe multidisciplinari.

Attenzione anche ai minori vittime di violenza

Specifiche modalità di assistenza sono previste per i minori vittime di violenza, con percorsi calibrati in base all’età.

Un ruolo importante sarà affidato alla formazione degli operatori sanitari. D’Urso ha ricordato come gli episodi di violenza non siano sempre immediatamente riconoscibili e come sia quindi fondamentale saper individuare anche segnali, comportamenti e situazioni che possono indicare una condizione di abuso.

Il direttore del Pronto Soccorso di Foligno Calabrò ha sottolineato invece il carattere integrato del sistema, nel quale alle cure mediche si affiancano il rapporto con Forze dell’Ordine, Autorità giudiziaria, Centri Antiviolenza e strutture territoriali.

Esenzione dal ticket per alcune prestazioni

Il percorso regionale introduce inoltre l’esenzione dal ticket per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente legate alla violenza subita.

Per l’assessora Meloni, l’intervento deve essere inserito in una strategia che affronti non soltanto la violenza fisica, ma anche quella psicologica ed economica, accompagnando le donne verso una maggiore autonomia personale e lavorativa.

«Nessuna donna deve sentirsi sola», ha sottolineato la presidente del Centro Pari Opportunità Moretti.

«Con questa decisione – ha concluso Proietti – rafforziamo le misure di prevenzione e contrasto della violenza di genere e vogliamo essere al fianco delle vittime passo dopo passo, anche dopo l’uscita dall’ospedale».