All’assemblea generale del sindacato riflettori accesi sulle crisi del settore chimico e manifatturiero e sull’aumento della cassa integrazione nel territorio
Le difficoltà che continuano a interessare il tessuto industriale e manifatturiero del Ternano, in particolare nel comparto chimico, e il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali sono stati al centro dell’assemblea generale della Filctem Cgil di Terni, riunitasi giovedì 29 gennaio. Nel corso dei lavori, l’organizzazione sindacale ha posto l’accento su due vertenze considerate emblematiche della crisi in atto: quelle relative alle aziende Sangraf di Narni e Moplefan di Terni.
La situazione della Sangraf resta critica: lo stabilimento è fermo dall’aprile 2024 e da mesi è in corso un confronto in sede regionale per definire un percorso di rilancio produttivo. La Filctem riferisce che, a seguito delle pressioni esercitate dal sindacato e dalle istituzioni, la proprietà avrebbe manifestato la disponibilità a sottoscrivere un protocollo di intesa. Il documento, atteso nei prossimi giorni, dovrebbe contenere impegni precisi sul mantenimento della produzione a Narni, sugli interventi di manutenzione degli impianti, sull’acquisto delle materie prime, sull’individuazione di una data per la ripartenza e sulla regolarizzazione delle spettanze arretrate nei confronti dei lavoratori.
L’assemblea ha sottolineato la necessità di un coinvolgimento straordinario delle istituzioni, fino al livello ministeriale, per garantire la ripresa delle attività e la tutela occupazionale, evidenziando anche il valore strategico della produzione svolta nello stabilimento narnese, unica realtà nazionale nel settore degli elettrodi per forni fusori ad arco elettrico.
Ancora più complessa la vertenza Moplefan, ferma da quasi un anno a causa della carenza di liquidità. Il sindacato segnala l’aumento dell’esposizione debitoria e l’avvio della procedura di composizione negoziale con i creditori. Il tavolo di crisi attivato presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, nato per facilitare un accordo tra azienda e sistema bancario, non avrebbe finora prodotto risultati concreti, con il mancato accesso a nuove linee di credito.
L’ipotesi attualmente in campo prevede l’ingresso di un nuovo socio nel capitale e un possibile intervento di Invitalia a garanzia, soluzione che è ora all’esame del Ministero. Nel frattempo, tutti i lavoratori sono stati collocati in cassa integrazione straordinaria e risultano non corrisposte diverse spettanze, tra cui la tredicesima mensilità e le competenze di dicembre. A complicare ulteriormente il quadro, un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro ha rallentato il rinnovo della Cigs, necessario a garantire la copertura degli ammortizzatori sociali.
Su questo fronte, la Filctem chiede un intervento del Ministero del lavoro per assicurare tutele a partire dal 1° dicembre scorso e sollecita il Mimit a esprimersi in tempi rapidi sulla possibilità di supporto tramite Invitalia, per evitare la dispersione di competenze e professionalità considerate fondamentali per il territorio ternano.
A chiusura dell’assemblea, il sindacato ha rivolto un appello alle istituzioni locali affinché venga istituita una cabina di regia territoriale con il coinvolgimento delle parti sociali, allo scopo di affrontare in maniera coordinata le crisi del settore chimico e manifatturiero e favorire l’utilizzo degli strumenti disponibili, dall’area di crisi complessa alle risorse del Fondo sviluppo e coesione e della Zona economica speciale.














