La Regione stanzia nuove risorse per le famiglie e punta a ridurre l’inquinamento da biomasse: “Stop all’inerzia, priorità ai territori più critici”
La Regione Umbria riaccende i motori del Superbonus Caldaie. Con una mossa che punta a rimediare a “una grave mancanza” del passato – sottolinea l’Ente -, l’amministrazione guidata da Stefania Proietti ha annunciato la copertura integrale delle 24 domande rimaste in sospeso nel 2025, per un totale di quasi 84mila euro, e ha stanziato 1,8 milioni di euro per rifinanziare la misura nei prossimi due anni.
Il nuovo piano, inserito nel disegno di legge di assestamento del bilancio di previsione regionale 2025-2027 su proposta del vicepresidente Tommaso Bori, mira a incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento a biomassa più inquinanti. L’obiettivo è doppio: migliorare la qualità dell’aria e scongiurare il rischio di nuove procedure d’infrazione europee per sforamento dei limiti di polveri sottili.
L’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca non le manda a dire: “Veniamo da una gestione irresponsabile. I 5,5 milioni di euro stanziati per le aree inquinate sono stati distribuiti a pioggia, ignorando i Comuni più critici come Terni e Narni, che si sono visti arrivare appena il 5% degli incentivi. Questo ha lasciato scoperti i territori dove l’inquinamento da biomasse è più pesante, mettendo a rischio sanzioni comunitarie”.
Secondo De Luca, le richieste di incontro al Ministero dell’Ambiente per rifinanziare l’Accordo di programma per la qualità dell’aria sono cadute nel vuoto: “Per due volte abbiamo chiesto la revisione dell’Accordo e nuovi fondi, ma senza risposta. Davanti a questo silenzio, la Regione ha deciso di muoversi da sola per non far pagare agli umbri il conto dell’inerzia altrui”.
Il nuovo Superbonus Caldaie sarà quindi mirato: le risorse saranno concentrate sulle aree urbane più critiche, quelle dove è dimostrato il rischio di tornare in infrazione per l’inquinamento da biomasse. Mentre il bando precedente aveva visto l’interruzione delle domande già a novembre 2024 per esaurimento dei fondi, questa volta l’impegno è a garantire copertura alle famiglie e alle imprese che più ne hanno bisogno.
“Non potevamo lasciare appese le famiglie che avevano fatto domanda – ha concluso De Luca – e soprattutto vogliamo dare un segnale chiaro: chi inquina di più va aiutato a cambiare rotta. Così si tutela la salute pubblica e si rispetta l’ambiente”.












