Nel 2025 boom di visitatori nei musei statali umbri. D’Orazio: “Un anno straordinario, ora puntiamo sul Giubileo francescano”
Musei umbri da record nel 2025. Crescono i visitatori, aumentano gli eventi e si rafforza l’immagine dell’Umbria come una delle regioni italiane più vive dal punto di vista culturale.
La Galleria Nazionale dell’Umbria si conferma tra i 30 musei statali più visitati d’Italia, superando i 135.000 ingressi e lasciandosi definitivamente alle spalle i dati pre-pandemia.
Ottime performance anche per la Rocca Albornoziana di Spoleto, con oltre 47.000 visitatori, e per altri poli come Carsulae (+87%) e la Villa del Colle del Cardinale (+40%), riaperta dopo i lavori di restauro del giardino finanziati con fondi PNRR.
A trainare il successo sono state le grandi mostre – da “Fratello Sole, Sorella Luna” alla Galleria Nazionale a “Segni di speranza dal sisma” a Spoleto – e i progetti di rete come quello che ha visto protagonista Mimmo Paladino, capace di unire idealmente Perugia, Spoleto e Gubbio.
Significativa anche la presenza di pubblico straniero: oltre un quarto dei visitatori arriva dall’estero, soprattutto da Francia, Stati Uniti e Regno Unito.
“È la prova che la cultura è un motore per l’Umbria – commenta il direttore dei Musei nazionali, Costantino D’Orazio –. Le collaborazioni con enti locali e associazioni stanno generando una rete virtuosa di crescita e valorizzazione”.
Con l’entusiasmo dei risultati raggiunti, il sistema museale umbro guarda ora al 2026, anno del Giubileo francescano. L’evento simbolo sarà la mostra “Giotto e San Francesco”, attesa alla Galleria Nazionale dell’Umbria, per cui partiranno a febbraio le prevendite.












