Herbie Hancock, Samara Joy, Lionel Richie e centinaia di eventi gratuiti: il festival trasforma la città in un palcoscenico vivente
Perugia risuona di note, tamburi e sax: è partita oggi, 11 luglio, la 52ª edizione di Umbria Jazz, uno degli appuntamenti musicali più attesi e prestigiosi d’Europa. Per dieci giorni la città si trasforma in un villaggio sonoro a cielo aperto: piazze, teatri e giardini diventano palchi, strade e vicoli si riempiono di parate funk, jam session e voci internazionali.
Numeri da record, come sempre: oltre 250 eventi in calendario, più della metà gratuiti, 13 location sparse tra Arena Santa Giuliana, Piazza IV Novembre, Giardini Carducci, Teatro Morlacchi e gli angoli più suggestivi del centro storico. Dietro le quinte, un esercito di 1.500 tra tecnici, volontari e staff. Risultato: un flusso continuo di musica e turisti da ogni parte del mondo.
Il programma di quest’anno mette insieme giganti del jazz, icone pop, giovani astri nascenti e generi che si contaminano senza confini. Tra i concerti imperdibili, spiccano veri fuoriclasse:
- Herbie Hancock, leggenda vivente del jazz, il 13 luglio farà vibrare i Giardini Carducci con la sua magia pianistica.
- Samara Joy, voce soul da due Grammy, incanterà l’Arena Santa Giuliana il 14 luglio.
- Il 17 luglio sarà la volta del geniale Jacob Collier, affiancato da Marcus Miller e Mark Turner Quartet, per una serata che promette virtuosismi e contaminazioni.
- Gran finale il 20 luglio con Lionel Richie, superstar del pop-funk mondiale, pronto a far cantare e ballare migliaia di spettatori.
Accanto ai big, lo spirito di Umbria Jazz pulsa nelle street parade quotidiane: dal mattino fino a sera, gruppi come Funk Off, Stick Bones e Shake ‘Em Up Jazz Band animeranno piazze e corsi con ritmi travolgenti. Spazio anche ai giovanissimi, con le Clinics di Berklee per talenti emergenti e UJ4KIDS, la sezione dedicata a bambini e famiglie tra spettacoli e laboratori.
Non è solo un festival: è un’esperienza che invade la città, cambia i suoni di Perugia, moltiplica incontri e scoperte. C’è chi si gode i concerti serali all’Arena, chi segue le parate funk dal centro ai Giardini Carducci, chi si perde nei vicoli e si ferma davanti a un gruppo improvvisato. Tutti, anche chi non ha biglietto in tasca, trovano la loro dose di ritmo.
Per chi vuole farsi travolgere, il consiglio resta uno: scarpe comode, programma in tasca e orecchie pronte. Perché Umbria Jazz non è solo musica, è la città stessa che, per dieci giorni, diventa un gigantesco strumento da suonare.













