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Umbria, il report Ocse indica la strada: “Evitare la trappola dei talenti e attrarre nomadi digitali”

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Presentato a Palazzo Donini lo studio “Ripensare l’attrattività della regione Umbria”. Proietti: “Investiamo su giovani, innovazione e qualità della vita”

L’Umbria deve puntare su giovani, innovazione, qualità della vita e digitalizzazione per evitare la cosiddetta “trappola dei talenti”, trattenendo chi studia sul territorio e attirando nuovi professionisti, come i nomadi digitali. È questo uno dei principali messaggi emersi dal report Ocse “Ripensare l’attrattività della regione Umbria”, presentato a Palazzo Donini davanti a rappresentanti delle istituzioni, delle categorie produttive e a numerosi studenti.

Lo studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha tracciato una fotografia dello stato di salute dell’economia regionale, individuando punti di forza e criticità dell’Umbria e offrendo indicazioni strategiche per orientare le future politiche regionali.

Secondo il rapporto, l’Umbria può contare su basi solide, qualità della vita elevata, sostenibilità ambientale, patrimonio culturale e coesione sociale, elementi che rafforzano la capacità del territorio di attrarre investimenti, visitatori e nuovi residenti. Restano però da potenziare infrastrutture, trasporti e connettività digitale, considerati aspetti decisivi per aumentare la competitività internazionale della regione.

“La nostra regione – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – intende valorizzare con determinazione questo profilo, rafforzando la sua immagine di territorio competitivo non solo per la bellezza riconosciuta, ma anche per la capacità di offrire condizioni favorevoli a famiglie, imprese, studenti e investitori”.

Proietti ha sottolineato come i dati Ocse evidenzino elementi strutturali importanti in termini di vivibilità, sicurezza, accesso ai servizi, attrattività turistica e transizione verde.

“L’Umbria è una regione che investe nelle persone – ha aggiunto la presidente – e continueremo a lavorare per rafforzare la coesione sociale, promuovere innovazione e valorizzare il patrimonio culturale, affinché sia sempre più riconosciuta come luogo di opportunità e benessere”.

Tra gli obiettivi indicati dalla Regione c’è il contrasto al declino demografico attraverso il rafforzamento dei servizi alle famiglie e il superamento della “trappola dei talenti”, favorendo formazione e occupazione giovanile per trattenere sul territorio studenti e competenze qualificate.

Nel piano strategico rientrano anche il potenziamento dell’aeroporto internazionale dell’Umbria e il progetto di trasformare la regione nella “più digitale d’Italia”, una leva ritenuta fondamentale per attrarre investimenti e lavoratori da remoto.

“Vogliamo diventare sempre più attrattivi anche per i cosiddetti nomadi digitali – ha spiegato Proietti – cioè quelle persone che scelgono di vivere e lavorare nei luoghi che garantiscono le migliori condizioni di vita e di lavoro”.

La presidente della Regione ha inoltre annunciato che il report Ocse sarà utilizzato come riferimento per la definizione del Defr 2027-2030.

“Lavoreremo in questi cinque anni – ha concluso – per lasciare un impatto visibile su questa regione e renderla all’altezza dei sogni dei giovani”.

La mattinata, moderata dal responsabile della sede Ansa Umbria Claudio Sebastiani, ha visto gli interventi dei curatori del rapporto Sabrina Lucatelli, senior expert in politiche di sviluppo regionale e vicepresidente del gruppo di lavoro sullo sviluppo rurale dell’Ocse, e Giovanni Pagano, policy analyst presso il dipartimento per lo sviluppo regionale e la governance multi-livello dell’Ocse. I lavori sono stati introdotti da Claire Charbit, senior expert in politiche di sviluppo regionale, mentre Andrea Floria, programme manager per l’Umbria presso la Commissione Europea, è intervenuto da remoto per collegare le raccomandazioni Ocse alle politiche di coesione europee.