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Umbria e Tunisia, scambi ancora sbilanciati: export in crescita e potenziale da 686 milioni

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Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell'Umbria

Dalla Camera di Commercio dell’Umbria emerge un quadro di forte integrazione industriale: meccanica, metalli e tessile al centro delle opportunità di sviluppo

L’interscambio commerciale tra Umbria e Tunisia vale oggi 93,1 milioni di euro l’anno, ma il potenziale di crescita nei settori più strategici potrebbe raggiungere quota 686 milioni. È questo il dato più significativo emerso durante la Country Presentation Tunisia, ospitata a Perugia nella sede della Camera di Commercio dell’Umbria. Un rapporto già consolidato, ma ancora caratterizzato da un forte squilibrio a favore delle importazioni.

Nel 2025, infatti, l’Umbria ha acquistato merci dalla Tunisia per 70,6 milioni di euro, a fronte di esportazioni pari a 22,5 milioni. Un saldo commerciale negativo che però nasconde dinamiche interessanti: negli ultimi cinque anni l’export umbro è cresciuto in modo costante, passando dai 13,5 milioni del 2020 ai valori attuali. Un segnale che indica margini concreti di sviluppo, soprattutto se supportato da strategie mirate.

Il tratto distintivo di questi scambi è la loro natura industriale. Il manifatturiero rappresenta oltre il 99% del totale e delinea una relazione costruita lungo filiere produttive integrate. L’Umbria importa principalmente prodotti alimentari, tessile, abbigliamento, calzature ed elettronica, mentre esporta macchinari, metalli, prodotti chimici e semilavorati destinati alla trasformazione.

Tra le importazioni, il comparto alimentare ha registrato la crescita più evidente, trainato dagli oli e grassi vegetali, passati da circa 15 milioni nel 2020 a 39 milioni nel 2024. Il tessile-abbigliamento si mantiene su livelli stabili, mentre l’elettronica ha mostrato un andamento più altalenante, tornando a crescere fino a sfiorare i 21 milioni nei dati più recenti.

Diverso il profilo dell’export umbro, che si concentra soprattutto sull’apparato produttivo. La meccanica rappresenta circa un terzo delle vendite verso la Tunisia, seguita dai metalli e dal tessile. In questo scenario, la Tunisia si configura sempre più come una piattaforma produttiva di prossimità, dove le imprese umbre possono esportare tecnologie, componenti e semilavorati da inserire nei processi industriali locali.

Il settore tessile è emblematico di questa relazione: l’Umbria esporta filati, tessuti e macchinari, mentre importa prodotti finiti o trasformati. È il modello del façonnage, che riflette una collaborazione strutturata tra le due economie lungo la catena del valore.

Le prospettive di crescita sono supportate anche dalla complementarità tra i sistemi produttivi. Perugia, che concentra la maggior parte dell’export regionale, può valorizzare le sue competenze in meccanica, tessile e agroalimentare, mentre Terni resta un punto di riferimento per metallurgia e siderurgia. Sul versante tunisino, la domanda si concentra su agroindustria, energia, infrastrutture e gestione delle risorse, ambiti in cui le imprese umbre possono inserirsi con facilità.

Un ruolo chiave sarà giocato dai grandi progetti infrastrutturali, come il collegamento elettrico ELMED tra Italia e Tunisia, un investimento da circa un miliardo di euro. Per le aziende umbre si aprono opportunità nella subfornitura, dalla componentistica ai servizi di ingegneria e consulenza, con una finestra operativa già delineata nei prossimi anni.

A sostenere questo percorso intervengono anche strumenti finanziari dedicati all’internazionalizzazione. Il Fondo 394 di SIMEST, nella linea Focus Africa, consente finanziamenti fino a 2,5 milioni di euro con possibili quote a fondo perduto. Il bando TRAVEL 2025-2026 supporta la partecipazione a fiere e progetti di espansione estera, mentre SACE offre coperture fino al 100% contro il rischio di mancato pagamento.

Permangono tuttavia alcune criticità. Le recenti restrizioni della Banca Centrale tunisina sul credito all’importazione riguardano soprattutto beni di consumo, ma lasciano aperti i canali per macchinari, semilavorati e forniture industriali. Un elemento che gioca a favore del modello produttivo umbro, fortemente orientato al B2B.

Il segretario della Camera di Commercio dell’Umbria Federico Sisti

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni, il segretario generale Federico Sisti, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e rappresentanti istituzionali e del sistema economico tunisino, tra cui Mohamed Hedi Chihaoui, Mourad Fradi, Anis Basti e Wissem El Heni.

Con quasi 70mila imprese attive e un export che supera i 5,8 miliardi di euro, l’Umbria guarda ai mercati extra europei come leva di crescita. La Tunisia, per vicinanza geografica e complementarità industriale, si conferma un partner strategico. La sfida ora è trasformare un interscambio ancora limitato in una relazione più solida, basata su filiere integrate, investimenti e presenza nei grandi progetti internazionali.